Belice Ambiente - Comitato MosaicoL’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha qualificato il modello di gestione adottato dalla Belice Ambiente come cattivo esempio poiché attuato in violazione della normativa vigente (relazione sull’attività consultiva e di segnalazione pubblicata a pag. 56 del bollettino settimanale n.42/2008 AGCM).

Secondo l’AGCM, infatti, la gestione in house prevista dalla società di Mazara del Vallo “non rientra in nessuna delle tipologie previste dalla legge”. Secondo l’Antitrust, la procedura di gara adottata nell’ATO TP2 non ha perseguito lo scopo voluto dalla legge, cioè un migliore confronto concorrenziale per l’affidamento dei servizi pubblici. Cioè è causa delle tariffe esose che dal 2005 si abbattono sui Comuni dell’ATO TP2. La Belice Ambiente Spa con l’avallo di 11 Comuni ha attuato quindi un monopolio illegale.

Testualmente, l’Antitrust scrive:
“Il caso cui si fa qui riferimento attiene alla gestione dei servizi d’igiene ambientale da parte della società Belice Ambiente S.p.A. nell’Ambito Territoriale Ottimale Trapani 2, sulla base di un affidamento non rientrante in nessuna delle tipologie previste dalla legge. Tale impresa, che risulta essere a capitale interamente pubblico e partecipata da una pluralità di enti locali ricompresi nell’ATO, ha infatti ottenuto l’affidamento dei servizi secondo modalità c.d. in house sulla base di una delibera non dei singoli Comuni – ovvero da un’eventuale autorità di ambito rappresentante i diversi enti locali – bensì dall’assemblea dei suoi stessi soci, è a dire sempre i Comuni dell’ATO, ma in veste di partecipanti a un’impresa di natura privatistica. Il caso riguarda la questione del debito perseguimento di un assetto dei servizi pubblici rispettoso della concorrenza, tenuto conto della necessità che le procedure di gara determinino a tutti gli effetti il miglior confronto concorrenziale per l’affidamento di servizi pubblici”.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di segnalazione di cui all’articolo 22 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, ha inviato la sua relazione al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al ministro per i Rapporti con le Regioni, al ministro delle Riforme per il Federalismo, alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni, all’Assemblea regionale siciliana e alla Belice Ambiente S.p.A.

Nei giorni scorsi, anche alla Camera dei Deputati si è tornato a parlare di Belice Ambiente Spa. Due deputati della maggioranza hanno presentato un’interrogazione in relazione al “fallimento sul piano gestionale e funzionale degli ambiti territoriali ottimali (ATO) in base ai quali è organizzata la gestione dei rifiuti urbani”. I due deputati di magggioranza hanno denunciato “la gestione clientelare di queste società per azioni, a capitale pubblico, è da tempo oggetto, in tutta la Sicilia, di controlli da parte della Guardia di finanza”. In particolare, “la «Belice Ambiente» S.p.a – si legge nel testo dell’interrogazione – è da mesi al centro di pesanti polemiche relative alla sua gestione poco trasparente e fallimentare. Scoperture bancarie per oltre 5 milioni di euro, trattamento di fine rapporto ai dipendenti non pagato dal giugno del 2007, tributo provinciale per 892 mila euro mai restituito alla Provincia di Trapani, debiti tributari per oltre 5 milioni di euro, debiti verso istituti di previdenza per oltre 2 milioni di euro, mancato versamento alla Regione di oltre 2 milioni di euro (relativo al tributo speciale ecotassa), debiti milionari nei confronti dei fornitori. Alla «Belice Ambiente» S.p.a. viene, inoltre, contestata la discutibilità dei metodi con cui si è proceduto all’assunzione e all’avanzamento di livello del personale, all’affidamento delle consulenze esterne, ai rimborsi spese per ristoranti ed alberghi, all’attribuzione di un appalto per scovare presunti evasori, al varo di una campagna pubblicitaria per promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti, agli incarichi legali per centinaia di milioni di euro. La «Belice Ambiente» S.p.a – denunciano infine i deputati – ha disposto la riapertura di una discarica per il rifiuto indifferenziato, sita nel Comune di Castelvetrano, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini, a causa dell’inquinamento delle falde acquifere alimentato dal percolato prodotto dalla discarica”.

Gravissime le esternazioni dei due rappresentanti dei cittadini. Queste si aggiungono alle precedenti e molteplici denunce che ciclicamente – soprattutto alla vigilia delle competizioni elettorali – portano all’attenzione dell’opinione pubblica le malefatte di Belice Ambiente SpA. Nonostante ciò, i cittadini si ritrovano tartassati annualmente da tariffe insopportabili.

L’addetto stampa,
Comitato MOSAICO di Gibellina, Partanna, Mazara del Vallo, Salaparuta, Poggioreale

Giuseppe De Simone