L’ALTRO ANFITRIONE, traduzione ed adattamento di Rino Marino, per la Regia di Paolo Graziosi ed Elisabetta Arosio, con Paolo Graziosi, Rino Marino, Graziano Piazza, Elisabetta Arosio e Vincenzo Ferrera, scene di Sergio Tramonti, luci di Michele Forni, è andato in scena per il secondo anno consecutivo nei principali siti archeologici di tutta la penisola (da Volterra a Selinunte) del circuito Teatri di Pietra, con grande partecipazione di pubblico. Lo spettacolo è prodotto dall’Associazione Culturale SUKAKAIFA di Castelvetrano.

NOTA DI REGIA
Quello di Plauto è, forse, l’archetipo che sta all’origine delle tante versioni che hanno intrigato i più grandi autori di teatro di tutti i tempi, a cominciare da Molière, passando per Kleist e Dryden, per finire con Giraudoux, il quale ne scrisse la trentottesima versione, tanto per capire quanti autori si siano confrontati con questo meraviglioso soggetto dei doppi. Arduo, quindi, per un uomo di teatro affrontarne oggi la messa in scena, senza cadere nel già visto. Noi, partendo dalla bella traduzione tra prosa e versi di Rino Marino, abbiamo preferito trattare il testo di Plauto come fosse un canovaccio della commedia dell’arte, con quell’immediatezza comica e sgangherata che fa del teatro d’attore un teatro per attori che vogliono, prima di tutto, divertirsi e divertire. Abbiamo inoltre collocato la vicenda, per restituirgli l’arcaicità, l’esotismo e la magia di Plauto,in un altrove vagamente etnico-fantastico sia visivamente che acusticamente.
Paolo Graziosi, Elisabetta Arosio