Altro che virtuosità! E’ inquietante lo scenario che emerge dalle recenti inchieste giudiziarie sulla passata gestione dell’Ato Belice Ambiente, quando a guidarla c’era l’avv. Francesco Truglio.

Ci sono alcune inchieste giudiziarie in corso, delle quali attendiamo l’esito, ma ci sono aspetti gravi e preoccupanti, che al di là delle decisioni dell’Autorità giudiziaria, hanno ormai delineato il contesto nel quale si operava all’interno di Belice Ambiente. Partiamo dagli aspetti economici: Nicola Lisma, che è subentrato a Truglio nel 2010, ha ereditato una montagna di debiti lasciata dal suo predecessore, circa 50 milioni di euro.

Andiamo agli aspetti del personale: Belice Ambiente, nel periodo della gestione Truglio, è stata utilizzata anche per interessi politico-sindacali, con un numero di assunzioni e modalità di reclutamento del personale poco chiare e soprattutto concentrate in periodi pre-elettorali, utilizzando anche società di lavoro interinale come la Mainpower. Andiamo agli aspetti dei rapporti con l’utenza: è stata utilizzata una società, la Maggioli tributi, il cui rapporto con Belice Ambiente è finito sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sia per la modalità di aggiudicazione del servizio che per il personale impiegato.

Una società che, secondo la denuncia di molti utenti, ha operato in modo conflittuale ed arrogante con l’utenza. Potremmo dire “l’avevamo detto”. Ma poiché siamo garantisti, sempre e comunque, vogliamo limitarci alla cronaca asettica di ciò che è accaduto negli ultimi sei mesi a livello giudiziario, a partire dalla più recente inchiesta culminata il 29 settembre 2011 con un avviso di garanzia emesso dalla Procura di Marsala, notificato dai carabinieri di Castelvetrano tra gli altri, all’ex sindaco Giorgio Macaddino ed all’ex amministratore unico di Belice Ambiente, Francesco Truglio.

Uguali provvedimenti sono stati emessi nei confronti del commercialista mazarese Giuseppe Russo (fratello dell’Assessore regionale alla Salute Massimo Russo) e dell’ex dipendente di Belice Ambiente, Francesco Nicosia, marsalese “braccio destro” di Truglio. I reati contestati sono: abuso d’ufficio, turbativa d’asta, falso in atto pubblico e tentata truffa. Sono accusati di avere contribuito alla realizzazione di un sistema per il controllo dell’attività di accertamento contro l’elusione e l’evasione della tariffa d’igiene ambientale, gestita dalla ditta emiliana “Maggioli tributi spa”, per conto della Belice ambiente, dal marzo 2007 al 31 dicembre 2010, ma anche per nascondere un presunto giro di fatture false.

L’indagine è collegata ad un’altra dei carabinieri finalizzata a verificare il presunto giro di fatture false emesse da Belice ambiente e che portò, nel marzo scorso, all’emissione di un’informazione di garanzia per Francesco Truglio e successivamente alla notifica di altri cinque avvisi di garanzia. Oltre a Truglio erano già indagati Francesco Nicosia, l’ex direttore generale dell’Ato ed ex sindaco di Gibellina, Vito Bonanno, assieme ad altri due dipendenti dell’Ato Tp2, tra i quali il mazarese Paolo Basone (genero Televallo).

Come finiranno queste inchieste? Sarà la magistratura ad appurare la verità, ma un fatto è ormai certo: tutti si sono accorti che la passata gestione di Belice Ambiente è stata tutt’altro che virtuosa!

Nicola Cristaldi
Sindaco di Mazara del Vallo
nicolacristaldi.it