Abbiamo letto l’articolo sui quindici cani uccisi in un mese, sul Giornale di Sicilia di qualche giorno fa.

Noi della L.A.I.CA. speriamo davvero, come ha affermato l’assessore Enrico Adamo, che una volta venuti a conoscenza del tipo di veleno, i vigili urbani possano risalire a chi lo ha comprato e usato in quel modo. Ci preme ringraziare tutti coloro che si sono attivati per aiutarci, anche fornendo aiuti concreti come sacchi di croccantini o farmaci.

Sono aiuti molto graditi, che ci permettono di poter occuparci anche dei quasi 70 cani comunali che i nostri volontari hanno nelle proprie case o nei propri terreni recintati. Cani che, nel corso degli anni, siamo stati costretti a sottrarre alla città e al canile per la sicurezza loro e dei cittadini. Al momento il Comune non ci aiuta, possiamo contare sulla sensibilità delle persone: la loro solidarietà, ogni giorno più concreta, ci ha commosso.


Vorremmo anche chiarire un equivoco che rischia di inasprire i toni della nostra collaborazione con la nuova associazione Naturamica. Nell’articolo del Giornale di Sicilia del 6 aprile scorso, si legge del signor Vito Leone che giorni fa aveva portato in canile una cucciolata trovata in mezzo alla strada a Triscina e si era sentito rispondere che il canile, per regolamento, non può ricevere ed accudire i cuccioli. Al presidente di Naturamica, Valerio Ingoglia, non risultava che fosse venuto nessuno e aveva considerato il signor Vito Leone un “fantasma”. Questo fantasma però, dopo aver letto l’articolo si è presentato nuovamente in canile con i cuccioli, che sono stati accettati.

Ci ha poi contattato facendo un po’ di chiarezza: quando si era presentato per la prima volta, non aveva parlato con i soci di Naturamica, ma con il responsabile del canile, tale Giacomo Triolo dipendente del Comune, che lo aveva bruscamente liquidato negando l’accoglienza dei cuccioli. Forse a causa di un difetto di comunicazione interna, il presidente dell’associazione non ne aveva saputo nulla. Equivoco chiarito.

Desideriamo chiarire anche un’altra cosa: Tra la L.A.I.CA. e Naturamica, pur con i comprensibili attriti di carattere ideologico relativi alla difesa degli animali in genere, non c’è alcuna guerra. Si cerca di collaborare per la lotta al randagismo e per il benessere dei cani. Più volte abbiamo collaborato negli accalappiamenti, laddove necessario, così come per le adozioni. Il fatto di aver promosso un ricorso al TAR per una gara d’appalto vinta, a nostro avviso, ingiustamente, non ci impedisce di cooperare per il bene degli animali. La stessa Anna Calderone, citata nell’articolo del 6 aprile scorso, oltre a far parte dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), è una volontaria della nostra associazione che ha dato il suo fondamentale contributo nel decidere di fare il ricorso al TAR contro la decisione del Comune di affidare la gestione del canile a Naturamica. Anche lei, come altri nostri volontari, fornisce la sua disponibilità per la lotta al randagismo e la difesa del cane, senza alcun pregiudizio o diffidenza da parte dei membri della nuova associazione.

Per questo ci dispiace che qualcuno abbia messo in relazione i cani avvelenati con la presenza della nuova associazione. E’ vero, è gestita da cacciatori, ma pur sempre delle persone per bene. Il fatto di non condividere alcune loro convinzioni non ci può indurre a sostenere superficiali deduzioni che non hanno alcun fondamento e non portano a nulla, tranne che a rendere più difficile un rapporto che è già complicato di suo per vari motivi.

Noi della L.A.I.CA. speriamo che sia fatta giustizia
per quanto è avvenuto e, nello stesso tempo rinnoviamo la nostra richiesta a tutti coloro che amano gli animali: oltre ai cani comunali che abbiamo in casa, stiamo accudendo 5 cuccioli, staccati dalle mammelle di una madre uccisa col veleno.
Chi volesse adottarne uno, o volesse contribuire con croccantini o farmaci, può contattarci ai seguenti numeri:
388-1016570
380-7840432

Grazie
Liliana Signorello
Associazione L.A.I.CA. Castelvetrano