Agosto è alle porte, e come promesso, il Selinunte Jazz Festival arriva puntuale a spalancare le porte del Tempio di Hera per accogliere gli ospiti che varcheranno quel magnifico luogo, per ascoltare le emozioni di una musica incantata dal suo palco.

Ora che tutto è pronto non rimanete che voi, voi che avete fatto quelle serate, voi che avete creduto a ciò che loro volevano dirvi con la musica, voi che se siete le persone più attese… perchè per uno spettacolo che si rispetti il pubblico è padrone!

Alle ore 21:30 di questa sera, giovedì 29 luglio, Selinunte incontra il jazz e lo fa di nuovo davanti il suo più bel tempio, e davanti, stavolta, anche alle telecamere della RAI che, risultato dell’eco dello scorso anno, segiuranno la rassegna. Lasciamoci cullare da uno spettacolo che è nato per essere ricordato, coccolare dalla musica e dalla luna e per tre serate; regaliamoci un pò di favola perchè tutti in fondo ne abbiamo bisogno!

Dopo il concerto ci sarà una Jam Session presso l’Hotel Eracle di Selinunte.

Info prevendita sul sito ufficiale: www.selinuntejazzfestival.it

29 LUGLIO 2010 – AARON GOLDBERG TRIO

Aaron Goldberg cominciò a studiare pianoforte a sette anni ed ebbe come insegnanti Bob Sinicrope e il sassofonista Jerry Bergonzi. Nel 1991, all’età di 17 anni, studiò alla New School for Jazz and Contemporary Music prima di iscriversi alla Harvard University, dove vinse il premio della International Association of Jazz Educators’ Clifford Brown/Stan Getz Fellowship e divenne un membro del programma di Betty Carter Jazz Ahead. Diplomatosi ad Harvard nel 1996, partecipò come sideman e si è più volte associato al sassofonista Joshua Redman. Il suo album di debutto come leader fu Turning Point. Nel 2005, partecipò a un tour con il quartetto Wynton Marsalis. La sua pubblicazione più recente è Worlds. Goldberg vive attualmente a Brooklyn.
Una delle registrazioni di Goldberg, “OAM’s Blues” (da Worlds), è una traccia di esempio inclusa nel sistema operativo della Microsoft Windows Vista.

Omer Avital, contrabbassista, compositore e arrangiatore israeliano, è uno strumentista straordinario, che ha saputo incorporare nel proprio stile svariate influenze etniche assorbite durante la sua formazione, coniugandole con delle spiccate doti jazzistiche in una cifra personale caratterizzata da grande vigore e drammaticità, per la quale è stato accostato da un critico come Ben Ratliff del New York Times a storici esponenti del contrabbasso jazz quali Charles Mingus e William Parker. Residente negli USA dall’inizio degli anni ’90, Avital ha suonato con importanti musicisti tra cui Roy Haynes, Al Foster e Kenny Garrett, oltre a essere stato uno degli animatori della nuova scena jazz sorta in quel periodo intorno allo Smalls, collaborando con future stars quali tra gli altri Mark Turner, Joshua Redman e Brad Mehldau.