Oltre 400 persone hanno partecipato ieri sera al presidio di solidarietà intorno alla nave “Mediterranea” in fermo amministrativo al porto di Trapani. La nave dell’ong “Mediterranea saving humans” è stata fermata dopo aver scelto di non rispettare l’ordine del Viminale di sbarcare i dieci migranti (di cui tre minori) tratti in salvo al largo delle coste libiche, a Genova attraccando, invece, a Trapani. Vicino alla nave, ieri sera, si sono radunati esponenti dell’associazionismo, liberi cittadini provenienti da tutta la provincia, che hanno espresso solidarietà all’equipaggio che ha portato salvi a terra 10 migranti. Già nel primo pomeriggio di ieri a bordo della nave era salita una delegazione del Pd Sicilia, capitanata dalla deputata Giovanna Iacono. «Siamo qui per portare la vicinanza del Partito Democratico Sicilia all’equipaggio di Mediterranea e per ribadire con forza che il salvataggio di vite umane non può mai essere criminalizzato. Queste donne e questi uomini hanno rispettato il diritto internazionale e il principio universale di umanità», ha detto la Iacono.

Intanto i legali dell’ong, Serena Romano e Fabio Lanfranca hanno depositato un esposto penale alla procura di Trapani a firma del comandante Paval Botica e del capomissione Beppe Caccia. «L’esposto ricostruisce i fatti che si sono verificati durante la missione di ricerca e soccorso appena conclusa a partire dalle intimidazioni ricevute dalle milizie libiche – spiega la Ong – che avevano circondato la nave in acque internazionali nella mattina di lunedì 18 agosto, fino all’evento della notte tra mercoledì e giovedì 21, quando un gommone militare, sicuramente appartenente alle stesse milizie, aveva scaraventato con violenza in acqua le dieci persone poi soccorse in mare da noi». All’autorità giudiziaria «si chiede di indagare su questi episodi – dice Mediterranea – di individuare le responsabilità dei gravi reati commessi da miliziani e trafficanti libici e le complicità italiane nella collaborazione e nel sostegno a questi gruppi criminali».

Laura Marmorale, presidente di “Mediterranea saving humans”, replicando al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, afferma: «Non prendiamo lezioni sul soccorso in mare, la legalità e la lotta ai trafficanti di esseri umani da Piantedosi e da chiunque abbia liberato un criminale contro l’umanità come Almasri o sostenga la cosiddetta guardia costiera libica che spara contro le navi umanitarie. Il ministro dovrebbe riconoscere il valore del soccorso civile in mare e smetterla con sanzioni e assegnazioni di pos punitivi».

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