Un «risultato significativo nel percorso verso l’equità e la piena partecipazione delle donne alla vita pubblica e istituzionale del Paese». La consigliera comunale Enza Viola commenta così il voto dell’Ars sul Ddl enti locali che aumenta la rappresentanza femminile fino al 40% nei luoghi decisionali. «È un passo avanti che riconosce il valore delle competenze femminili e il diritto a una rappresentanza equilibrata – spiega Enza Viola – tuttavia, mentre celebriamo questo progresso, non possiamo ignorare un’altra forma di disuguaglianza: quella della memoria storica. Le donne hanno contribuito in modo determinante alla costruzione della nostra società attraverso sacrifici, lotte per i diritti, impegno civile, innovazione scientifica e produzione culturale. Eppure, questi contributi restano spesso invisibili nello spazio pubblico e nella narrazione collettiva».

Da qui la proposta di Enza Viola della “quota storica” della memoria: «un impegno concreto delle amministrazioni locali a intitolare vie, piazze e luoghi pubblici alle donne che hanno fatto la storia. Un gesto simbolico, ma potente, capace di educare le nuove generazioni e costruire una narrazione più giusta e inclusiva», conclude Enza Viola.

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