Ci sono anche le storie di 4 donne siciliane nel nuovo calendario 2026 della direzione investigativa antimafia (DIA), “dedicato quest’anno al volto delle donne espressione di coraggio che, con coraggio e resilienza, rompendo con il passato o sfidando la cultura mafiosa, hanno scelto la via della legalità”, scrive il direttore della Dia Michele Carbone nella presentazione del calendario. Le quattro donne scelte sono Rita Atria, la giovane testimone di giustizia originaria di Partanna (Trapani) che, dopo l’attentato a Paolo Borsellino il 19 luglio 1992, si suicidò nella casa dove viveva a Roma il 26 luglio dello stesso anno. L’altro volto scelto per il calendario è quello di Elena Ferraro, l’imprenditrice nel campo sanitario che a Castelvetrano (Trapani) ha denunciato un tentativo di estorsione da parte di un esponente di Cosa nostra. Elena Ferraro ha scelto di continuare a lavorare nella città natìa del boss defunto Matteo Messina Denaro.

Tra le pagine del calendario anche la storia di Felicia Impastato, mamma di Peppino, che dopo l’uccisione del figlio nel 1978 avvenuto a Cinisi (Palermo), denunciò pubblicamente la mafia, rendendosi protagonista di un’attività continua e costante finalizzata a fare in modo che la giustizia scoprisse la verità sulla morte del figlio. Felicia Impastato è morta il 7 dicembre 2004. Quarta donna siciliana scelta per il calendario è Letizia Battiglia, fotografa palermitana che documentò con la sua macchina fotografica la lunga guerra di mafia negli anni ’70 e ‘80’. Letizia Battaglia è morta il 13 aprile 2022.

Elena Ferraro e Rita Atria.

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