Quattordici mila visitatori al museo delle trame mediterranee e sei mila spettatori per la 44a edizione del Festival Orestiadi. Chiude il 2025 con questo successo la Fondazione Orestadi di Gibellina. I visitatori al museo delle trame sono stati il 40% in più rispetto al 2024. Nell’anno che anticipa “Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026” la Fondazione Orestiadi ha proposto 28 spettacoli dal vivo, 15 mostre e 30 incontri e attività culturali, promuovendo la diffusione e la conoscenza dell’arte contemporanea, 20 attività dedicate all’infanzia e alle scuole con la sua biblioteca Empedocle e il Premio “Giufà vien dal mare” co-organizzato con “Illustramente”, festival dell’illustrazione e della letteratura per l’infanzia, accogliendo oltre 200 artiste e artisti da tutto il mondo

«Siamo felici del calore e della partecipazione che ha accompagnato un anno per noi così importante che si conclude con risultati straordinari. E ciò non soltanto con riferimento ai progetti espositivi realizzati in Fondazione e al Museo delle Trame del Mediterraneo, sempre originali, frutto di ricerca e di relazioni con importanti istituzioni, ma anche alle attività realizzate con le scuole che sono una parte significativa dell’impegno della Fondazione a guardare al futuro, per promuovere una società più consapevole, creativa e capace di dialogo», ha detto Francesca Corrao, presidente della Fondazione Orestiadi.

Gibellina, Baglio di Stefano (foto Luca Savettiere)

Intanto domenica 14 dicembre, ore 11,30, si inaugura la mostra “Nuovi linguaggi nelle arti tra le due rive”, a cura di Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame Mediterranee. L’esposizione approda alla Fondazione Orestiadi dopo essere stata al Palazzo di Santa Croce nella Medina di Tunisi grazie alla collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi. Tra le opere, spicca un nucleo storico realizzato negli anni Ottanta dalla Cooperativa delle ceramiche di Gibellina su disegni di alcuni tra i protagonisti della ricostruzione post-terremoto della città siciliana: Carla Accardi, Pietro Consagra e Arnaldo Pomodoro. Un focus che restituisce la portata del grande laboratorio artistico nato a Gibellina, ponte culturale verso il Mediterraneo.

Prosegue inoltre la collaborazione con la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Trapani che ospiterà a palazzo Milo di Trapani la mostra “Gibellina capitale dell’arte contemporanea 2026”, presentando una selezione di modelli delle più significative scenografie teatrali della storia delle Orestiadi, tra cui le macchine sceniche di Arnaldo Pomodoro per la scenografia dell’Orestea di Emilio Isgrò (1983-85), la “montagna di sale” di Mimmo Paladino e una serie di ceramiche del nord Africa in dialogo con la collezione archeologica della Soprintendenza.

AUTORE.