Uno sguardo d’insieme

Bitcoin è stata la prima grande criptovaluta e continua a essere il punto di riferimento per l’intero settore. In termini pratici, è una riserva di valore digitale, un sistema di pagamento peer-to-peer e un punto di riferimento per chi guarda alle valute alternative al sistema finanziario tradizionale. Nel 2025, il suo ruolo rimane centrale, ma mostra segnali di cambiamento: da un lato il mercato lo considera meno “esplosivo” di una volta, dall’altro si cerca ancora di capire come si inserirà nel panorama finanziario più ampio.

Un recente dato che attira l’attenzione è il comportamento di MicroStrategy (attraverso la controllata Strategy), che a inizio novembre ha acquistato 397 Bitcoin per circa 45,6 milioni USD, a un prezzo medio di circa 114.771 USD per moneta. Questo porta il totale delle sue partecipazioni a 641.205 Bitcoin, acquistati complessivamente per circa 47,49 miliardi USD, con prezzo medio di circa 74.047 USD per unità.

Tuttavia, va segnalato che la velocità degli acquisti è rallentata: ad esempio, a settembre MicroStrategy aveva acquistato 3.526 Bitcoin, ma ad ottobre l’acquisto è sceso notevolmente. Questo calo d’impatto da parte di uno dei più grandi attori istituzionali può influenzare la dinamica del prezzo e della fiducia.

Perché la frenata nell’acquisto può essere rilevante

Quando un grande soggetto come MicroStrategy acquista Bitcoin in modo consistente, invia al mercato un segnale positivo: “Crediamo nel futuro di Bitcoin, siamo pronti a impegnarci.” Invece, la recente riduzione della velocità di acquisto può generare due effetti principali. Primo, una perdita della forza propulsiva al rialzo che derivava dall’ingresso costante di capitali istituzionali. Secondo, un aumento della cautela da parte degli operatori che osservano: se anche i grandi rallentano, può significare che il mercato sta cambiando fase.

Secondo l’analisi raccolta da CryptoQuant, l’andamento del prezzo di Bitcoin nel 2025 sembra avere ancora molta dipendenza dall’accumulo istituzionale e dagli ETF (exchange-traded funds) sul Bitcoin. Se queste fonti di domanda rallentano, è più difficile che il prezzo possa tornare rapidamente verso i massimi precedenti. In altri termini, non basta che Bitcoin sia noto o “apprezzato”: serve anche che si verifichino flussi di domanda concreti e continui per sostenerlo.

Dal punto di vista dell’utente appassionato o dell’investitore “normale”, questo significa che bisogna guardare non solo al prezzo attuale o al trend passato, ma anche a chi sta acquistando, quali sono le motivazioni e quanto queste siano persistenti.

Cosa può influenzare Bitcoin nel prossimo futuro

Per capire dove Bitcoin potrebbe andare, è utile considerare alcune forze che lo influenzano. Non entreremo nei tecnicismi profondi: l’obiettivo è avere una visione chiara e pratica.

Domanda istituzionale e adozione: se più istituzioni (fondi, società quotate, banche) decidono di includere Bitcoin nei propri bilanci o portafogli, questo può creare un supporto rilevante al prezzo. Viceversa, se l’interesse cala o si sposta altrove, la spinta potrebbe attenuarsi.

Sentimento degli investitori al dettaglio: anche se le istituzioni contano molto, l’attività degli investitori più piccoli alimenta la liquidità e la volatilità. Cambiamenti regolamentari, notizie negative o una percezione di “Bitcoin non più interessante” possono ridurre l’appeal.

Regolamentazione e contesto normativo: l’atteggiamento dei governi, delle autorità finanziarie e delle banche centrali verso Bitcoin resta un fattore critico. Una regolamentazione favorevole può accelerare l’adozione, mentre restrizioni o divieti possono ridurre l’attrattiva.

Scenario tecnico-mercato e macroeconomico: il prezzo del Bitcoin non vive isolato. Tassi d’interesse, inflazione, forza del dollaro, crisi economiche o finanziarie possono incidere. Se ad esempio il dollaro si rafforza molto, questo può ridurre la domanda di asset alternativi denominati in dollari.

Alla luce di questi fattori, è plausibile immaginare che nel 2026 Bitcoin entrerà in una fase di “riflessione” o consolidamento: non necessariamente un boom esplosivo come in passato, ma neanche una stagnazione totale. Potrebbe trattarsi di un anno in cui la sua funzione di riserva digitale viene testata più seriamente, piuttosto che l’idea di “strumento speculativo” puro.

 

Quali scenari nel 2026 e cosa possono significare per te

Vediamo due scenari possibili per l’anno che viene, considerandoli in un linguaggio semplice.

Scenario moderato: Bitcoin non cresce in modo esplosivo, ma mantiene una certa stabilità o crescita lenta. In questo contesto, nuovi capitali istituzionali entrano, ma non con la stessa rapidità degli anni-precedenti; l’adozione retail è stabile ma non serrata; le regolamentazioni sono chiare ma non aggressive. Il prezzo potrebbe oscillare, con momenti di rialzo e correzioni frequenti, e diventare più “matura” come asset: meno soggetto a salti altissimi, ma anche meno incline a crolli improvvisi (a patto che non avvenga un evento negativo importante).

Scenario rialzista: se accade qualcosa di catalizzatore — ad esempio una regolamentazione nettamente favorevole, un ingresso massiccio di una istituzione finanziaria globale, oppure un imprevisto che spinge la domanda di asset alternativi — Bitcoin potrebbe vedere un nuovo slancio. In questo caso, potrebbe riavvicinarsi o superare i precedenti massimi, almeno per un periodo. Ma bisogna sottolineare che questo scenario richiede che molte variabili si allineino.

Per l’utente “normale”, cioè chi non è un grande fondo ma magari un investitore individuale o semplicemente curioso, queste considerazioni suggeriscono alcune “buone pratiche”:

  • Tenere d’occhio non solo il prezzo, ma chi sta acquistando e perché.
  • Evitare di aspettarsi una replica del passato senza considerare che il contesto è cambiato.
  • Valutare Bitcoin come parte di un portafoglio più ampio, non come l’unico elemento.
  • Essere pronti a scenari di volatilità: in entrambi gli scenari sopra, oscillazioni sono prevedibili.

Bitcoin nel 2025 si presenta come un asset che ha superato molte tappe: da tecnologia emergente a fenomeno mainstream. Ma ora si trova in una fase in cui le domande sono più complesse: “Quanto resterà interessante?”, “Quanto sarà sostenibile la domanda?”, “Quale ruolo avrà nella finanza globale?”. Il dato recente di MicroStrategy che acquista grandi quantità con un ritmo rallentato è emblematico: c’è ancora interesse, ma forse non lo stesso slancio di prima.

Per il 2026, l’orizzonte più probabile è quello della maturazione: Bitcoin potrà stabilizzarsi, consolidarsi, diventare più “normale” come asset — senza escludere, però, che possa prepararsi a un nuovo balzo se si innescano i giusti catalizzatori. Il mondo delle criptovalute è cambiato: non basta più “salire perché sì”, serve sostanza. E per chi segue Bitcoin, restare informato sulle istituzioni, le regolamentazioni, i flussi di capitale e i grandi attori resta essenziale.

 

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