Si tratta di una partitura per attrice, chitarra e danza, con Maria Pilar Perez Aspa, Antonio Porro e Rossano Tosi. La conferenza “Teoria del Duende”, tenuta a Cuba nel 1930, si interroga sulla fonte dell’ispirazione e cioè sul mistero che fa di qualcosa un’opera d’arte.
Per il poeta questo mistero varia secondo i paesi e per la Spagna si incarna nel “duende”, un termine quasi intraducibile in italiano (spirito, mistero, folletto o demone).
Lorca traccia la mappa europea dell’ispirazione per arrivare, in un crescendo di suggestioni, al cuore di una Spagna contraddittoria, gitana e aristocratica. Per chi non ha mai sentito il vibrare di una chitarra flamenca questo testo sarà fonte di curiosità profonda che poco ha a che vedere con l’immagine “folcloristica” della Spagna matador esevillanas e che aiuta invece a capire molto della Spagna contemporanea.
Nello spettacolo le immagini di Lorca dialogano con la chitarra e la danza e l’intensità, come chiedeva il poeta, è affidata alla sostanza: “non chiediamo forme, ma midollo di forme”. E’ il suono e la voce della Spagna a fare da ponte tra gli spettatori e l’aria calda dell’Andalusia, un aria con “odor di saliva di bimbo, di erba pesta e velo di medusa che annuncia il costante battesimo delle cose appena create”.
Sono ancora disponibili biglietti al botteghino, che si può chiamare per reperire informazioni al 0924.907612, i prezzi sono € 18 (poltrona e palco centrale), € 15 ( palco laterale); € 11 ( loggione).