Riserva orientata del Belice: qualcosa si muove

E’ stata grande la partecipazione al convegno di ieri mattina, organizzato con lo scopo di sensibilizzare le autorità sullo stato della Riserva Naturale Orientata “Foce del Fiume del Belice”.

I naturalisti rivendicano una maggiore tutela dell’area, considerando la riserva orientata solamente sulla carta ma non di fatto.

In modo particolare, uno dei relatori, Enzo Sciabica ha fatto presente che mentre in posti civili sarebbe bastato un cartello per le indicazioni di utilizzo dell’area, qui, in questo territorio, c’è bisogno di un servizio di guardiania e di guide controllate dell’area.

Di veduta differente, è stato invece l’intervento del Dott. Roberto Fiorentino, ispettore delle Riserve in gestione alla Provincia di Trapani.

Il tecnico ha portato l’attenzione anche sulla questione delle strutture turistiche che pur non essendo presenti all’interno della Riserva (ad eccezione del Paradise Beach) hanno il diritto di un posto al sole per gli ospiti.

Dopo aver rivendicato il lavoro di tutela dell’area, Fiorentino ha fatto presente alla platea che dopo 27 anni dalla costituione della Riserva, non è ancora stato redatto un piano di utilizzazione di detta area, di competenza del Comune di Castelvetrano, e nemmeno un piano di gestione, di competenza invece della Provincia di Trapani.

L’evento di oggi è nato da alcune polemiche poste in essere dopo la pubblicazione, su questo sito internet, del video “La riserva della vergogna“, di Egidio Morici.

Adesso non rimane che augurarci di non attendere altri 27 anni affinché vengano elaborati i piani di gestione e utilizzazione di questa meravigliosa area che conserva elementi di flora e fauna di notevole importanza.

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  • Per la conservazione e la tutela del patrimonio naturale ed in particolare delle zone umide del trapanese (dovrebbero essere le prime in Italia per l'applicazione dell'accordo AEWA, legge n. 66/2006) ho dovuto frequentare gli Uffici preposti dei Comuni e della provincia di Trapani. In nessun dipendente (tecnici come li ha definiti la Redazione) di questi Uffici ho mai notato: passione, competenza, consapevolezza. Il dott. Roberto Fiorentino per il lungo periodo di tempo che ha ricoperto nel controllo delle riserve naturali affidate in gestione alla Provincia (è la Regione che attraverso contributi ordinari e straordinari finanzia tutti gli Enti gestori e nel 1988 ha assegnato alla Provincia £. 183.227.988 per le spese di primo impianto, rinnovabnili annualmente in base ai risultati ottenuti e sulla scorta delle richieste per gli anni successivi)è sicuramente il dipendente che dimostra maggiore preparazione teorica. La preparazione sul campo (quella fondamentale) è un'altra cosa. La gestione del patrimonio naturale in Sicilia ha un costo non indifferente, ma affinchè sia reso effettivamente compatibile agli obiettivi che la L.r. 98/81 si è prefissa, è fondamentale che l'affidamento della gestione delle riserve naturali non sia solo un fatto di natura esclusivamente politica che ha indotto alcune associazioni ambientaliste (prime tra tutte quelle più a sinistra, cosa dimostrabilissima) a rendersi dei veri e propri sottoboschi politici. Il valore del presidente Crocetta (politico di sinistra)si vedrà anche dal modo in cui lavorerà per condurre gli Uffici dell'ARTA, preposti alla Tutela del patrimonio naturale, sul giusto binario.

  • La gestione della riserva presuppone la conoscenza della sua biodiversità dominata essenzialmente da microrganismi,artropodi, molluschi ed ovviamente vegetali. Le reti trofiche hanno le loro leggi, spesso non intuitive, decifrate dai naturalisti che tranne rare eccezioni, erano i veri grandi assenti nell'incontro di cui sopra. Ho sentito di leggi e leggine, chiacchiere da politicanti volponi, ma poca scienza e nessun interesse per le chiavi di volta della biodiversità. Se i naturalisti non assumeranno il ruolo che compete loro, questi incontri resteranno vuote e retoriche esibizioni.

  • Caro Davide, ti sbagli di grosso perchè se è vero, come è vero che la ricerca, l'identificazione e la valutazione della cosiddetta "biodiversità" (termine alla moda ma da chiarire e fare comprendere al grosso pubblico con altri incontri, conferenze, dibattiti e visite guidate presso le aree naturali protette) è nell'interesse dei naturalisti (nell'Aula magna del Liceo di Castelvetrano degnamente rappresentati da almeno 5 personaggi e i naturalisti, a differenza degli ambientalisti, non è che si trovino appesi ad un albero), è altrettanto vero che se al grosso pubblico non illustri i principi basilari che introducono alla conoscenza e alla tutela (dettata da leggi, direttive, convenzioni e regolamenti) della biodiversità, mi sembra inutile cominciare, soffermandosi, per esempio, sul Thorectes marginatus o sulla Glareola pratincola o sull'Erianthus ravennae (spesso confusa anche dai naturalisti frettolosi con l'Imperata cilindrica), specie vegetale invasiva che sta modificando l'ecologia della riserva (influendo, ti dirò il perchè, probabilmente anche sulla scomparsa del Thorectes marginatus). Tieni conto che nella conferenza del 10 c.m., per la prima volta in provincia di Trapani, si è parlato di tutela di u'area naturale protetta senza veli, aborrendo la sterile propaganda, accompagnata da tarallucci e vino, che ha sempre caratterizzato convegni di questo genere.

  • Carissimi,
    quella di sabato scorso è stata per me una iniziativa molto importante, non tanto per la partecipazione dei tanti relatori, tra i quali sono stato indegnamente collocato.

    Ma soprattutto per la partecipazione dei tanti giovani studenti. Non mi sembra che sabato siano stati fatti discorsi da politicanti.

    Per nostra fortuna non la pensiamo alla stessa maniera e il dibattito così si arricchisce.

    Peccato che la lodevole e partecipata iniziativa non abbia visto la presenza del mondo della politica, che avrebbe avuto molto da imparare ed alfabetizzarsi.

    Mi auguro che la proposta di istituire il PARCO DELLA VALLE DEL BELICE possa vedere in tempi brevi la costituzione di un ampio comitato promotore, al fine di creare anche la necessaria coesione territoriale che finora è mancata e senza la quale questo ed altri territori non avranno speranza di competere con altri territori che si sono già in tal senso attrezzati, e con i quali saremo costretti sempre più a "competere".

    Voglio concludere queste mie brevi considerazioni con una battuta, "se non risolviamo prima a problemi a monte non risolveremo mai quelli a valle e alla Foce".

  • La natura ha le sue leggi che non necessitano e prescindono dalle leggi umane. Se avessi voluto parlare di leggi avrei fatto l'avvocato.... categoria che odio in quanto le leggi li fanno i più forti per opprimere i più deboli e, fatta la legge creato l'inganno! Non riconosco altre leggi che quelle della biogeografia, della fisica, della chimica e della biologia molecolare ( per dir poco). A me piace la Scienza. Odio i politicanti ( tutti disonesti) i sepolcri imbiancazti, gli sbruffoni e chi vuol atteggiarsi quello che non è! Non ritengo che il pubblico sia costituito da deficienti da indottrinare o da deboli di mente a cui non si può propinare la verità perchè non la percepirebbero. Per me il pubblico è degno di conoscere e deve conoscere la verità, non le leggine. E la verità è, che , almeno per quello che ho sentito nell'incontro, a molti interessa l'interese e non la conoscenza. Io sono per la conoscenza, per cui negli incontri politici ( e non scientifici), non mi chiamate!

  • @davide castelli: per come la vedo io ( ma credo di essere in buona compagnia) le leggi stanno alla base della convivenza civile. Tanto più se sono emanate a conclusione di procedure democratiche. Già..la democrazia..che per dirla con Churchill, "E' un pessimo strumento di governo ma, disgraziatamente, non ne é stato ancora trovato uno migliore". In tutta franchezza, le sue tesi mi fanno spavento..

  • Caro Davide Castelli,
    apprezzo la tua schiettezza e la tua sincerità, ma non condivido del tutto la tua opinione. Se tu avessi avuto la possibilità di seguire il convegno anche dopo l'intervallo, magari avresti espresso un'opinione diversa. Non hai ascoltato l'intervento dell'Arch. Carlo Foderà, il quale ha proposto l'istituzione di un "Parco della Valle del Belice". Non ho ascoltato interventi di "politicanti volponi" come tu li definisci, anzi al contrario il Sindaco e il Vicesindaco (unici politici presenti) hanno dimostrato di essere interessati al patrimonio naturale del territorio Castelvetranese, considerandolo una risorsa. Mi dispiace se non hai apprezzato la caratura di tutti i naturalisti intervenuti. Certo il tempo a disposizione non ha permesso di descrivere in maniera esaustiva la ricchezza animale e vegetale della foce del Belice. Fra questa ricchezza non si può dimenticare l'avifauna, specie quella acquatica. Quello di sabato non lo qualifico un incontro politico, ad ogni modo, siamo liberi di esprimere la propria opinione. Essendo stato io, ad invitarti a partecipare al convegno, mi chiedo perchè non hai rifiutato direttamente l'invito quando hai letto i nomi degli ospiti sul pieghevole e mi dispiace apprendere che non hai gradito il convegno soltanto leggendo i commenti lasciati su questo portale e non da una tua telefonata. Con stima, Antonino.

  • Caro Antonino: avrei gradito più scienza e meno leggine. Più naturalisti e meno solleciti da parte del preside di terminare il mio intervento che evidentemente non gli era congeniale. La politica, si hai ragione, la odio, perchè sempre contro gli interessi della gente.

  • Non sono l'avvocato difensore di nessuno, il preside del resto non ha bisogno che io lo difenda. Ma voglio dirti che la colpa dei solleciti non è del preside, piuttosto mia e che ho invitato forse troppi ad intervenire. Il poco tempo a disposizione per ognuno è stata la conseguenza. Più scienza e meno leggine, hai ragione. Fatto sta che alla fine chi amministra la riserva in questione non è un naturalista o comunque una persona con la dovutà sensibilità nei confronti della natura e delle sue leggi, o sbaglio?!A quel punto si che ci sarebbe più spazio per la scienza!!

  • Perchè la zona della pre-riserva è sempre piena di spazzatura e rifiuti ingombranti? Perchè gli incivili la sporcano? e perchè dopo che è stata sporcata nessun ente pubblico si preoccupa della sua manutenzione e se lo fa, lo fa male? Se fosse più pulita, non sarebbe un luogo migliore per le specie animali e vegetali? Nessuno l'estate scorsa ha notato il televisore gettato a terra circondato da una quantità industriale di spazzatura? Forse non è questa la sede adatta per questo argomento, ma non si può nascondere la testa sotto la sabbia ignorando questo problema.

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Redazione