Progetto di completamento del Sistema delle Piazze

Il Sindaco della città di Castelvetrano, Dr. Gianni Pompeo ha aperto i lavori della presentazione del progetto di completamento del Sistema delle Piazze con la creazione di un Urban Center: “ Siamo particolarmente lieti poiché con la realizzazione di questo progetto si completa un opera a cui teniamo molto che è la riqualificazione del cuore pulsante della città avviata negli anni con la ripavimentazione e la pedonalizzazione del Sistema delle Piazze- ha detto il primo cittadino- inoltre grazie alla genialità dei nostri tecnici siamo riusciti ad intercettare l’ennesimo finanziamento con la creazione di uno strumento come l’urban center che vi anticipo- ha concluso Pompeo- sarà dedicato alla memoria di Pasquale Culotta che è stato il progettista del sistema delle piazze”.

Il dirigente dei lavori pubblici, Ing. Giuseppe Taddeo, nel dare la parola al progettista dell’opera, l’architetto palermitano Tania Culotta, ha parlato del padre Pasquale definendolo un maestro di vita ed ha chiarito anche gli aspetti economici dell’intervento che comporterà un impegno di spesa pari a 2,5 milioni di euro, finanziati integralmente nell’ambito del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale- PO FESR- 2007-2013.

Il progettista ha poi chiarito cosa sarà l’Urban Center che sarà ubicato dove si trova l’attuale Ufficio Turistico ed avrà lo scopo di dare informazioni ai cittadini ed ai turisti sui principali avvenimenti del territorio di Castelvetrano. Le informazioni saranno date tramite materiale cartaceo e attraverso la struttura stessa dell’infopoint con scritte luminose da applicarsi sulle pareti esterne della costruzione ed all’interno e sarà dotato di moderni sistemi di comunicazione multimediale e di postazioni internet informando la città sulle trasformazioni realizzate e sui programmi, in corso di realizzazione e progettate dall’Amministrazione comunale, presentati con disegni, fotografie, modelli, inoltre una cartellonistica informativa sarà posta lungo i percorsi urbani per informare cittadini e turisti sulle iniziative dell’Amministrazione.

L’intervento progettuale si inserisce nella decisione di pedonalizzare il centro storico di Castelvetrano che ha conferito alla città una nuova immagine e ha consentito un nuovo stile di vita ai suoi abitanti. Le automobili sono state allontanate e lo spazio delle strade e delle piazze adesso è utilizzato per passeggiare. Coerentemente a queste scelte le strade limitrofe alle piazze saranno pavimentate con lo stesso materiale e la medesima tessitura.. Sedili in pietra, cestini per la spazzatura, dissuasori saranno opportunamente collocati in relazione agli spazi da pavimentare. L’impianto d’illuminazione sarà dotato di corpi illuminanti a basso consumo energetico e di dispositivi che consentano un minimo inquinamento luminoso. In continuità con l’impianto delle piazze realizzate, gli apparecchi per l’illuminazione saranno il più possibile posizionati su pali o gruppi di pali in modo da liberare gli edifici storici e ed avere una illuminazione con un rapporto luce-ombra ben proporzionato.

Il prossimo appuntamento con le conferenze stampa si terrà Venerdì 25 novembre alle ore 10.00 con la presentazione del progetto : “Ingresso al Parco Archeologico di Selinunte, lato Triscina”;

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  • Non è esagerata la frase: "grazie alla genialità dei nostri tecnici..."? Speravo inoltre che ci fosse un cambio di tendenza rispetto agli orribili pali della luce presenti nel sistema delle piazze. Mi sembra che anche l'allora vice sindaco Calcara li avesse criticati... Sono contento della ripavimentazione delle vie limitrofe. L'Urban Center poi mi sembra quantomeno superfluo... le priorità dovrebbero essere ben altre. In tutti questi anni, ad esempio si è investito poco sul recupero del patrimonio architettonico del paese e pochissimo sul verde pubblico.

  • Condivido la critica ai pali da stadio che, insieme al monumento a Gentile, rovinano il sistema delle piazze

  • Il ringraziamento del Sindaco ai tecnici comunali era dovuto, giacché nell’ambito del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale PO FESR 2007-2013,il nostro comune ha registrato il record regionale, per aver ottenuto il finanziamento di tutti e sette i progetti esecutivi presentati, e questo è merito anche della capacità professionale dei nostri progettisti. Ricordo inoltre che Castelvetrano ha ottenuto il maggior finanziamento complessivo, pari ad € 17.307.0000 sui 106 milioni di euro assegnati alla Sicilia, con una percentuale del 16,19%, e questa è una grande vittoria per la nostra città.
    Per quanto attiene alla piazza, a suo tempo effettivamente ho criticato la tipologia dei pali illuminanti, anche se, a seguito di tante conversazioni coi progettisti, mi sono reso conto che l'intento - per altro perseguito in molti altri interventi di riqualificazione in altre città- è quello di adottare una soluzione "neutra", di minimo impatto morfologico e di rispetto delle architetture degli edifici. Forse andrebbe ripensata la collocazione dell'elemento illuminante di piazza Umberto che, se spostato di qualche metro sulla destra, guardando la Ninfa, consentirebbe una visione più libera della quinta. Ritengo, comunque, che di là da qualche critica, resta inalterato il valore storico di una decisione di civiltà come la pedonalizzazione del centro storico. Sul monumento a Gentile, inviterei a riflettere sul significato di quella pagina strappata che ricorda la morte violenta del Filosofo. Onestamente non mi pare un inserimento così traumatico nel contesto della piazza. Per quanto riguarda, infine, la rivalutazione del patrimonio architettonico, desidero ricordare il recupero funzionale della Collegiata di S. Pietro, del Collegio di Maria, della chiesa del Purgatorio, del Conservatorio delle Orfane, di Sant'Agostino, e i prossimi interventi per il Convento dei Minimi, dove sarà trasferita la Biblioteca, e per la Chiesa dell'Oreto (ex ECA.

  • Ops, chiedo scusa per il grave errore: "chiesa di Loreto" (non Oreto); la corruzione dialettale m'ha tratto in inganno.

  • La ringrazio per la risposta, professore Calcara. Tuttavia vorrei replicare su alcuni punti: 1) non criticavo il ringraziamento del Sig. Sindaco all’ottimo lavoro svolto dai tecnici per il reperimento dei fondi per i progetti su indicati ma l’utilizzo dell’aggettivo “geniali”: credo che una simile parola vada spesa per pochissime persone. 2) Sarei curioso di conoscere quali argomentazioni hanno utilizzato gli addetti ai lavori per convincerla della “neutralità” e del “minimo impatto morfologico e […] rispetto delle architetture degli edifici” in relazione a quell’impianto d’illuminazione. Immagino che si riferisca al concetto di “falso storico architettonico”… La mia opinione è che il culto della contemporaneità ha stravolto questa parola per portare avanti un lavoro spesso sciatto. Il sistema di illuminazione del sistema delle piazze è brutto e stridente con il contesto. Il fatto di non creare un falso storico non implica che l’immissione di qualsiasi elemento architettonico che non lo crea sia giustificabile. Si potrebbe inserire un sistema di illuminazione che non sia quantomeno identico a quello presente in via Marinella. Inoltre se si parla di “minimo impatto morfologico e […] rispetto delle architetture degli edifici” l’intero intervento sul sistema delle piazze si rivela un intervento parecchio invasivo e irrispettoso delle architetture degli edifici: basta pensare a come siano stati modificati i livelli dei vari edifici. L’entrata della chiesa Madre priva di due gradini originari è un esempio lampante. 3) Quando parla di “rivalutazione del patrimonio architettonico” lei riporta interessanti esempi di recupero funzionale ma penso che la maggior parte dei Castelvetranesi sia amareggiata per il fatto che edifici come il palazzo Piccione – Mangiapane, palazzo Pavone e, soprattutto palazzo Signorelli siano in rovina. Il fatto che siano di proprietà privata non dovrebbe impedire a nessuna amministrazione l’esproprio e il recupero. Spero che lei, da candidato sindaco della città possa fare qualcosa, in caso d’elezione, per i palazzi su menzionati. 4) Noto con rammarico che non fa nessun accenno al verde pubblico del paese.
    Cordiali saluti, un suo potenziale elettore.

  • Gentile signor Paolo, la ringrazio innanzitutto per il tono pacato e costruttivo della sua replica (cosa che non sempre accade sul sito). Ovviamente, il dibattito sulla bellezza di corpi illuminanti delle piazze lascia spazio alle idee più svariate. Sono daccordo con lei circa l'esasperazione del culto della modernità; ho voluto solo comunicare la mia evoluzione(o involuzione, a seconda dei punti di vista) di opinione, anche a seguito di quanto, ad esempio, ho visto a Firenze ed anche a Milano. La cosiddetta "illuminazione artistica", come lei riconosce, è infatti un falso storico, che può andar bene per riqualificare ambiti ad architettura mista, ma stride in contesti fortemente tipicizzati come il nostro centro. Che dire? Sarà forse l'abitudine, ma a me quei "pali" oggi non sembrano più così brutti e, mi creda, mi consolo avendone visti di peggiori in giro. Quanto al livello delle piazze, la invito a considerare i plinti delle paraste degli edifici (Chiesa Madre, Purgatorio, Collegiata, Municipio) per rendersi conto che difatti alcuni gradini sono il frutto delle "sistemazioni" ottocentesche, quando il livello della piazza fu abbassato per livellare le quote e creare i marciapiedi. Consideri, ad esempio, che la prima vasca della Ninfa aveva un ruolo funzionale (vi si attingeva praticamente acqua) e dunque era a un livello molto più basso. Non sono un architetto né un urbanista, mi occupo un po' di storia locale e so che ogni tempo ha cercato di lasciare qualcosa. Nel complesso, ritengo che il risultato dell'intervento alla fine evidenzi strategie minime di impatto morfologico e che si sia conseguito l'obiettivo di restituire alla città il suo originario spazio aggregativo che, ovviamente, richiede ancora tutta una serie di "operazioni" a complemento.
    Quanto all'aggettivo "geniale", convengo che forse l'espressione è un po' esagerata, ma se la riconduciamo alla sua etimologia per indicare la qualità di cui si deve pur essere un po' dotati per farsi chiamare "ingegneri", forse l'enfasi del Sindaco può essere giustificata.
    Infine, convengo con lei circa l'amarezza nel vedere molti edifici storici in rovina; ma lei sa che spesso si tratta di fabbricati di privati (a volte diversi, a volte residenti fuori) per i quali gli spazi (e le risorse) per l'intervento pubblico sono limitati.Uno dei progetti approvati riguarda proprio palazzo Pavone (in via Marconi), mentre si attende il finanziamento per la casa Pardo per la quale c'è un bellissimo progetto dell'arch. Luca Corda. Come vede, il lavoro non manca. L'importante è parlare dei problemi con onestà intellettuale, cognizione di fatto e non per i soliti luoghi comuni.
    Cordialmente
    P.S. Voglio anticiparle una buona notizia: tra poche settimane ritornerà a Castelvetrano il famoso "Trittico dell'Annunziata" per il quale il Comune ha finanziato il restauro che è in corso presso la Galleria di Palazzo Abbatellis di Palermo. Nell'occasione, il vescovo si è impegnato a restituire il "S. Francesco di Paola" che è a Mazara. Mi creda, in mezzo a tante difficoltà, non stiamo con le mani in mano!

  • Potreste risparmiare su questo discutibile "urban center" rimettendo una VERA rete di hotspot WiFi (di modo che il turista possa collegarsi e cercare sul web o su Poynt o su Zagat o TripAdvisor o Google Maps o FourSquare ed altre centinaia di app o siti quello che gli interessa e possibilmente condividere le foto ed i video della sua visita in tempo reale) e creare un portale del Comune decente e multilingue (non stupidi autotranslator con biechi copia/incolla). Si risparmierebbe sul personale, sperando che comunque vada non piazzate i soliti "in attesa da 20 anni" capaci (spero di no) di dir solo "I no spicc Germany", e sul cartaceo. Dovrete pur stamparlo a rotazione il volantino o il pieghevole... Tutti dindini che restano in cassa per fare qualcosa di più utile.

  • Professor Calcara, sono contento di poter interloquire con lei. Sono certo che il suo impegno a favore di Castelvetrano sia assolutamente positivo, anzi, stridente con il livello medio della classe politica del paese. La sua disponibilità al dialogo all’interno di un portale pubblico è già di per sé un importante segno di attenzione nei confronti dei cittadini. Sono convinto che Lei, in mezzo a tante difficoltà non sta con le mani in mano. Purtroppo non posso dire la stessa cosa di altri suoi colleghi. La notizia relativa al “Trittico dell’Annunziata” è davvero ottima: attendo fiducioso il suo rientro per poterlo ammirare dopo il restauro. Per quanto riguarda Palazzo Pavone e Casa Pardo in effetti ero già a conoscenza dei progetto di restauro, ma sa, fino a quando non termineranno i lavori per me quelli saranno due capitoli aperti (la situazione della chiesa di San Domenico mi spinge sempre alla massima prudenza). Neanche io sono un architetto o un urbanista ma ho avuto la fortuna di discutere con alcuni di loro: il punto è che le “sistemazioni ottocentesche” erano ormai ampiamente storicizzate e che proprio per questo, se volevamo attuare un intervento con “strategie minime di impatto morfologico” non si sarebbe dovuto minimamente intervenire su questo aspetto. Inoltre, mi perdoni per l’accento polemico, come dovremmo considerare la sostituzione dei portoni in legno di palazzo Pignatelli con gli sgargianti portoni in alluminio che ci sono adesso. Lo so che la sovrintendenza ai beni culturali ha dato il suo benestare ma io, da collaboratore dell’amministrazione avrei fatto sentire la mia voce. Infine, per quanto riguarda il famigerato sistema di illuminazione mi domando quali orrori abbia visto a Milano e a Firenze per rivalutare i nostri. Forse avrà capito che io guardo con simpatia al restauro stilistico, che con il falso storico in architettura ha notevoli consonanze, ma anche non volendo assumere una posizione minoritaria all’interno degli addetti ai lavori mi spiega perché un palo della luce deve somigliare ad un patibolo per l’impiccagione o ad un palo da stadio? Questa è ricerca stilistica oppure aderenza ad un prodotto industriale il cui unico scopo è quello di minimizzare i costi di produzione?
    Rinnovandole la mia stima, le porgo i più cordiali saluti.

  • Gentile signor Paolo (mi scusi se la chiamo per nome, ma non evinco il cognome dai suoi messaggi. Le sintetizzo, per opportuna riflessione, quanto ho potuto cogliere dalle relazioni dei progettisti dell'intervento nel sistema delle piazze.
    I nuovi locali sono concepiti in chiave contemporanea, pensando ad allestimenti in cui le architetture interne si rispecchiano all’esterno grazie all’uso di materiali moderni come vetro e acciaio.
    E’ auspicabile che le nuove attività siano riconoscibili dai giovani e confrontabili con quelli dei centri storici delle grandi città: basti pensare a Barcellona, Lisbona, Amsterdam, ma anche Catania, Palermo o ai negozi di via condotti a Roma, dove i palazzi rinascimentali e barocchi che ospitano i brand internazionali presentano infissi e vetrine in acciaio e vetro.
    Tutte le porte sono pensate solo in vetro per dare l’idea del “buco”nel muro, un buco che permette di traguardare all’esterno e all’interno nello stesso tempo, cosa sicuramente negata dagli oscuri attualmente posti a protezione degli ingressi esistenti: infatti al posto del telaio fisso in legno si sono alloggiate tutte le parti del serramento in alluminio color acciaio.
    L’attraversamento tra l’esterno della piazza e l’interno dei locali (concetto fondamentale di soglia nel linguaggio architettonico) avviene quindi attraverso un diaframma in vetro definito da una linea sottile che solo l’acciaio consente di ottenere.
    Tale filtro trasparente permette l’osmosi tra il “fuori” dello spazio pubblico e il “dentro” dello spazio commerciale, in un rapporto dialettico continuo.
    Se il vecchio edificio era opaco, pesante, ermetico, autoreferenziale, il nuovo si fa trasparente, leggero e offre vedute sulla piazza.
    Questi ragionamenti e criteri di intervento danno risposta alle richieste dell’amministrazione di lasciare i locali illuminati tutta la notte per dare luce alla piazza focalizzando l’attenzione su negozi, pizzerie, botteghe artigianali che devono animarla.
    Sulla stessa linea di pensiero si pone la scelta degli elementi illuminanti della piazza, con un basamento in pietra Botticino ed un anima in acciaio che culmina con lampade dal design volutamente moderno:
    Cambia la consapevolezza semantica del linguaggio espresso dalla tecnologia ma anche dalla reinterpretazione dei materiali tradizionali come la pietra, il legno, i metalli assemblati in forme nuove o in concorrenza con le nuove trame e le nuove consistenze materiche della plastica, delle leghe metalliche, del vetro: un nuovo codice che declina le linee guida per i successivi interventi nella piazza e nei negozi.
    Dovremmo, secondo questa logica progettuale, allenarci nella metamorfosi piuttosto che nella distinzione tra antico e nuovo, dando un senso alle operazioni, trovando di volta in volta le ragioni, appoggiando o sostenendo le trasformazioni.
    La storia dell’architettura è fatta di esempi che riguardano la vita degli edifici: la crescita di una parte, addizioni, lo spostamento di una scala, porte e finestre smontate e rimontate in posizioni più opportune con materiali diversi cambiano l’uso degli edifici per nuove esigenze di rappresentatività.
    Il dibattito è ovviamente aperto.
    Cordialmente

  • leggendo queste interpretazioni architettoniche, mi viene da pensare come non si faccia una richiesta,a chi di dovere, per poter cambiare i portali della Chiesa Madre e metterci delle belle vetrate che facciano risaltare l'interno, magari lasciando le luci accese perennemente. Boh, vorrei sapere che c'azzecca l'architettura già costruita con una certa caratteristica, con le idee di qualche giovane design. Che ne direste di sostituire qualche capitello dei templi di Selinunte con qualche sostegno in acciao? sarebbe una nuova idea.

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Comune di Castelvetrano