Cronaca

Porto Selinunte, M5S scende a fianco dei pescatori

«I pescatori di Marinella sono stati portati allo sfinimento da anni di attese e promesse non mantenute. La loro esasperazione è comprensibile e legittima, ed è per questo che siamo qui oggi: per ascoltarli e per far sentire la nostra voce istituzionale al loro fianco». Lo ha ribadito la deputata regionale M5S Cristina Ciminnisi che stamattina ha partecipato al sit-in dei giovani pentastellati al porto di Marinella di Selinunte. La questione per quale è stato organizzato il sit-in è quella del porto. Qualche giorno addietro dovevano iniziare i lavori di rimozione della posidonia sulla banchina del porto e i pescatori hanno fermato l’escavatore della “Cogis srl”, perché chiedono che venga dragato il porto.

La polemica ruota attorno alla promessa fatta dall’assessore regionale alle infrastrutture Alessandro Aricò durante il sopralluogo nell’aprile scorso, quando aveva garantito che la posidonia a terra e quella nelle acque del porto sarebbero state rimosse contestualmente. La ditta appaltatrice è intervenuta invece solo sulla riva, lasciando intatto il problema del bacino, che è quello che davvero impedisce la navigazione.

«Non escludiamo che possano esistere ragioni tecniche che abbiano imposto di procedere per fasi — precisa Ciminnisi — ma se così fosse, la Regione ha il dovere di spiegarlo ai pescatori con chiarezza. Il silenzio istituzionale di fronte a chi lavora ogni giorno sul mare non è mai accettabile. Quello che preoccupa è che, ancora una volta, l’urgenza reale — il bacino portuale — rischi di restare in fondo alla lista delle priorità. I pescatori di Marinella non possono continuare ad essere ostaggio dell’inerzia regionale — conclude Ciminnisi — il loro gesto disperato di venerdì scorso deve essere un campanello d’allarme per tutta la politica regionale: quando le istituzioni falliscono, la gente è costretta a arrangiarsi da sola. E questo è il fallimento più grave di tutti. Siamo qui oggi perché il M5S non abbandona il territorio. Chiediamo alla Regione un intervento immediato sul bacino e un cronoprogramma credibile per le opere strutturali: è il momento dei fatti».

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Redazione