Pietro Gincana nel 1960 era partito volontario per il servizio di leva come allievo sottoufficiale e si era aggregato al Battaglione Trasmissioni Granatieri di Sardegna a Roma in una caserma di via Tiburtina. Dopo circa 10 mesi Gincana, mentre scendeva le scale della caserma è caduto riportando una frattura scomposta al gomito sinistro. A causa dell’incidente l’uomo è stato congedato anticipatamente per inidoneità fisica.
Da allora per Gincana comincia una vera e propria odissea, soprattutto quando chiede ministero della difesa il diritto al trattamento pensionistico privilegia causa del suo infortunio. Il ministero non ha voluto riconoscergli la pensione militare e Gincana non si è perso d’animo e si è rivolto alla corte dei conti di Palermo. Il giudice unico per le pensioni della corte dei conti, però, pur accogliendo i motivi del ricorso ha dichiarato il diritto del ricorrente fruire del trattamento pensionistico privilegiato a decorrere dal novembre del 1960 per tre anni a vita.
Poi ancora un parere alla corte dei conti a vita o solo per tre anni? La risposta: solo per tre anni. Così adesso a Pietro Gincana è arrivato l’assegno di 75,20 euro che l’uomo ha deciso di devolvere in beneficenza. Una beffa per un uomo che voleva servire la patria e che, suo malgrado, è stato costretto ad indossare la divisa di cuoco. Per 35 anni ha gestito un ristorante assieme ai suoi familiari e adesso vive con una misera pensione di 450 euro.