Cronaca

“A scuola non si deve ricorrere a forme repressive” – il commento di Selenia Conigliaro, educatrice

Gentile Prof. Calcara,

sono un educatore come lei, perché concorderà che un professore prima di tutto è e deve essere un educatore ed è proprio questo il punto cruciale della questione.

A tal proposito vorrei dirle un paio di cose: La scuola ha un fondamentale ruolo pedagogico prima che istruttivo e nel momento in cui si permette alle forze dell’ordine di far irruzione nelle aule scolastiche si è perso di vista questo principio fondamentale.

In un paese civile e democratico gli agenti preposti all’educazione ed alla formazione (di cui lei stesso parla) sono famiglia, scuola e reti sociali di vario tipo che concorrono alla crescita ed alla formazione di un individuo. Alle forze dell’ordine costituzionalmente non è affidato un ruolo educativo, ma repressivo.

Gli organi preposti alla prevenzione e all’educazione sono altri. Ebbene, se alla scuola non resta altra alternativa che questa, essa ha abdicato al proprio ruolo. Ha rinunciato ad ogni dialogo con i propri studenti; Ha rinunciato a formare a trovare modelli alternativi di comunicazione. Questo è il principio che al di là di tutto è stato gravemente violato.

La scuola non puo’ e non deve proteggere ricorrendo a forme repressive, ma preventive. Lei ha citato Dante e Petrarca, io le cito uno dei piu’ grandi conoscitori dell’animo umano: Seneca. Non penso che in un dialogo immaginario con lui lei riuscirebbe a portare avanti le sue ragioni. Tornando ai fatti la informo che non è affatto vero che non vi sono stati ragazzi che son stati perquisiti e denudati perché fortunatamente sono ancora capace di dar ascolto con fiducia a questi giovani.

Inoltre le faccio presente che anche io non mi sento umiliata se ad un posto di blocco la mia autovettura viene perquisita o se in aeroporto a me stessa vengono messe le mani addosso. Ebbene il paragone non regge e sa perché? Perché in questi posti io sono preparata a questo in quanto esiste una normativa che lo prevede ed è la stessa normativa che informandomi preventivamente tutela la mia dignità personale, in nome della sicurezza pubblica a cui tutti dobbiamo concorrere.

Quello che è successo nella sua scuola è tutt’altro e non ha niente a che vedere con la sicurezza pubblica e con l’insegnamento dell’etica, perché parlare di morale non mi piace. Inoltre, poiché fino a prova contraria vivo in un paese democratico, voglio che la libertà mia e quella dei miei figli venga tutelata e venga esercitata in tutti i luoghi a ciò deputati.

Pertanto io personalmente devo e voglio capire se il tutto è stato eseguito con le dovute garanzie costituzionali (mandato di perquisizione o procedura d’urgenza con il rispetto dei requisiti che questa prevede).

Caro professore concordo con il rappresentante d’Istituto Agostino Alagna… e sarei stata molto piu’ orgogliosa del mio Paese se aprendo il giornale avessi letto che le forze dell’ordine avevano sgominato un grosso traffico di stupefacenti sul territorio di Castelvetrano, invece di ahimè dover apprendere che si erano recati solo in una scuola dove studenti inermi, sono stati costretti a dimenticare dove si trovavano e a pensare che improvvisamente erano stati catapultati, come in un film, dentro una questura, dove invece certe pratiche avvengono giornalmente.

Non si meravigli professore se da ora in poi dentro la sua scuola ci saranno sentimenti come la diffidenza e il timore. In una scuola dove l’accoglienza si manifesta in tutte le forme sentimenti del genere dovrebbero rimanere fuori dall’ingresso, ma non sarà così oramai. Avete rotto un patto fondamentale, il patto di cui le parlavo all’inizio.

Un’ultima cosa come mamma mi sento di ringraziare quella madre che ha scritto che non prenderebbe mai a ceffoni suo figlio.. da quando è nata cerco di crescere la mia piccola allo stesso modo, con la stessa libertà e lo stesso spirito critico. Purtroppo a volte penso che in un paese come questo, sopraffatto dalla mediocrità, dall’ipocrisia, dal bigottismo becero sarà una gran fatica per lei…ma cercherò sempre di inocularle il seme della libertà, quella libertà di pensiero che travalica ogni spazio ed ogni confine e se riuscirò nell’impresa sarà una grande vittoria…per questo mi sento di fare i complimenti a quella mamma.

Selenia Conigliaro

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  • Una bella lettera con argomentazioni profonde che meritano accurate riflessioni su un tema molto complesso e delicato, trattando delle educazione della nostra gioventù. Tuttavia non mi posso esimere da una considerazione critica : manca di una qualche ipotesi di soluzione al problema concreto dell'uso delle droghe da parte dei giovani.

  • ma cosa dobbiamo pretendere: con questi educatrici che giustificano andare a a scuola con le canne perchè non si preoccupa di parlare del livello di apprendimento di questi ragazzi che ne fanno uso.Sarebbe stato più utile se l'educatrice, fosse stata zitta e avesse ringraziato le forze dell'ordine, ma anche questa fa parte di quelle persone che preferiscono aspettarsi una visita delle stesse forze dell'ordine che gli riconsegnano i documenti del figlio, invece di prevenire.

  • Gent.ma Sigra Conigliaro,
    Mi permette di farle alcune domande ? E non in veste istituzionale ma, diciamo in veste professionale;
    - non si doveva permettere l'irruzione a scuola: chi avrebbe dovuto dare il permesso?
    Pensa davvero che ci sia una legge che imponga agli agenti operanti di chiedere il permesso per fare un'operazione del genere a scuola o in altri luoghi?
    Mi indicherebbe qual è questa legge?
    - mandato di perquisizione : stiamo parlando di sostanze stupefacenti dunque non necessita alcun mandato preventivo da parte di nessuno
    - le perquisizioni si fanno così come sono state fatte e descritte, anche dai ragazzi; le garantisco che in caso di ipotesi di reati più gravi si fanno perquisizioni molto più approfondite con ispezioni corporali molto invasive; resta fermo quanto ho detto e ripetuto a tutti: se qualcuno ritenesse che l'attività è stata svolta in violazione delle norme di legge, esistono i mezzi di tutela.
    - sopporto i controlli in aeroporto perché me li aspetto: beh, mi permetterà, ma se esco di casa con 0.1 centesimo di grammo di sostanza stupefacente me lo aspetto eccome di subire un controllo e se me lo becco sto anche zitta!!
    - io non conosco gli effetti delle sostanze stupefacenti che, ritengo, siano diversi da soggetto a soggetto ma voglio sperare che tutti coloro i quali sostengono la tesi delle due innocue cannette non abbiamo mai a piangere una persona cara investita da uno al volante i cui riflessi siano stati limitati dall'effetto delle due cannette.
    su una cosa ha certamente ragione: i ceffoni non hanno mai risolto assolutamente nulla; coi figli si parla ci si confronta e si litiga. Adesso credo sia il caso di mettere fine alle parole e affrontare l'intera vicenda coi fatti.
    Cordialmente

  • Grazie di cuore Selenia, grazie per il suo garbo, per la serenità con cui espone il suo punto di vista. Grazie davvero, le faccio lo stesso augurio per i suoi figli che faccio ai miei e a tutti i figli del mondo, anche quelli che, come dice De' Andre', non sono "gigli": buona libertà a tutti; non solo un augurio, un impegno. LIBERTA' vuol dire tante cose, libertà è l'insieme delle tessere del mosaico uomo

  • Egr. Educatrice Conigliaro, mi permetto di dare un mio pensiero a quanto da Lei scritto e sottofirmato, a parte che son sicuro che anche Lei se avesse un colloquio con Seneca farebbe la stessa figura di cui accusa il Prof Calcara, sicuramente (ma questo lo dice Lei) il Prof Calcara non potrebbe competere in un discorso immaginario con Seneca, ma sicuramente ed è un dato di fatto, ne io e, quanto letto, ne Lei potrà MAI e poi Mai competere con il prof Calcara. Detto questo mi addolora leggere nella sua missiva quel paragrafo dove allude ai controlli in macchina, in aeroporto ecc riferendosi a una ben specificata normativa, le chiedo: Ma le normative prevedono che a scuola (in questo caso) si debba detenere o far uso di sostanze (sia pur leggere) stupefacenti? perchè se a quanto ho capito bene Lei si indigna perchè è stata violata la libertà? Ma la libertà di cosa? di fare ciò che si vuole? Lei è libera di inculcare ai suoi figli ciò che desidera, ma i Suoi Figli hanno l'obbligo di osservare le normative e sopratutto il buon senso e se la scuola non è in grado di fare ciò... mi perdoni ma Lei che "educatrice" è?

  • Spero che i miei figli non incontrino mai un educatrice come Lei .Si definisce educatore colui che realizza un'azione educativa ovvero che contribuisce alla crescita umana della persona. Tale azione può essere esercitata sia attraverso rapporti spontanei, generalmente familiari, sia attraverso interventi speciali legati a una funzione socio-professionale (insegnanti, pedagogisti, istruttori, capi scout, ecc.). Si dice che l'autorità dell'educatore è un servizio di guida che si coordina con la volontà di auto perfezionamento dell'educando. Piero Bertolini ha messo in evidenza come attualmente l'attività dell'educatore si sia parcellizzata e che pertanto questi si trovi ad operare in modo molto settoriale. L'attivazione, negli anni settanta, di corsi regionali e successivamente di corsi universitari nelle facoltà di Medicina e Scienze dell'educazione hanno contribuito a dare consistenza alla figura e alla professione dell'educatore professionale.Lei contribuisce a far si che i giovani definiscano irrilevante portarsi 05 grammi di sostanza stupefacente in classe, da padre le dico di vergognarsi per quello che suggerisce a questi giovani.

  • È facile dire sono un Educatrice ma oggi come oggi sono tutti bravi ad educare,che poi questa educazione è difficile vederla è un altro paio di maniche! La verità è che tutto questo rappresenta il fallimento della nostra classe genitoriale!!! Mai e poi mai negli anni passati avremmo assistito ad alunni che andavano contro le forze dell'ordine e soprattutto mai e poi mai avremmo assistito ad un educatrice che va contro un Professore e contro le forze dell'ordine! I nostri genitori non lo avrebbero mai permesso anche con qualche bella sberla che non ha mai "Ucciso " nessuno!!! E chi non ne ha preso? Eppure siamo qui vivi e vegeti!!! Purtroppo adesso mi accorgo che si vive solo di diritti ! I doveri chi se ne frega!!! E chi ancora crede nei valori morali della famiglia della fede (qualunque essa sia) o nei valori dell'amicizia negli insegnamenti scolastici purtroppo deve rassegnarsi ad essere un reietto perché oggi gli insegnamenti sono altri! Oggi sono "toco " se mi faccio uno spinello di pochi grammi , sono "toco" se mando a quel paese l'insegnante, sono "toco " se scappo ad un fermo di polizia del resto sono " toco" perché quando arrivo a casa e lo dico mi viene detto "hai fatto bene "! Ma chiediamoci cosa si nasconde dietro tutto questo? Cosa vogliono comunicarci i nostri ragazzi? Qualcuno si sofferma a pensare ciò? Un ultima domanda è se l'articolo "Blitz al liceo " fosse stato "Morte per droga al liceo " mia cara Educatrice lei avrebbe detto che le forze dell'ordine non sono intervenute! In tutto questo sono fiero del lavoro che svolgo e che ho scelto!!!

  • achille posso chiederti se sei genitore?
    perche se lo sei e hai piena fiducia a tuo figlio che lo controlli in tutto e per tutto che sai che fa una vita serena e ben educata e che poi incappa vicino a un compagno di banco che ha una certa quantita di ssostanze stupefacenti e che per non farsi beccare li mette dentro lo zaino di tuo figlio.
    prova a difendere il tuo nome e tuo figlio.
    in questo blitz poteva succedere pure questo.
    quindi dire grazie alle forze dell'ordine diventa difficile.
    per quanto ho potuto capire qualcuno sapeva chi erano i sospettati e allora che le forze dell ordine andavano a casa di questi individui era piu corretto.
    la mattozzi in una lettera in cui risponde a agostino alagna dice se lo stesso se chiesto come mai si sono fatte certi classi e non tutte e che cerano pure due donne poliziotte quindi erano gia informati avevano sospetti avevano indagato.
    ci sono troppe irregolarita.

  • Gentile Signora, ovviamente non è il caso di aprire in questa sede un dibattito su quello che io ho voluto dire ai miei studenti e che, credo, in parte, le sia sfuggito. Né ritengo utile disquisire sul rapporto tra etica e morale, ché faremmo solo dell'accademia. Tuttavia, visto il tono non offensivo e costruttivo della sua lettera, ritengo doveroso aggiungere qualcosa a quello che la dott.ssa Mattozzi ha osservato e che condivido. E'ovvio che l'azione educativa non può risolversi in quella repressiva, ma è altrettanto vero che qualunque forma di educazione si basa sul rispetto delle regole e sulle sanzioni per chi non le osserva.Dove sta scritto che una azione di controllo condotta dalle forze dell'ordine in un luogo pubblico quale è la scuola sia alternativa al lavoro degli insegnanti? Chi le dà il diritto di arrivare a questa conclusione, sminuendo il lavoro di tanti colleghi che sono ogni giorno in trincea? Pensi, ad esempio ai casi di bullismo o di maltrattamento dei minori, per i quali è stata necessaria una immediata azione repressiva, salvo poi individuare dei percorsi formativi di prevenzione. Non dimentichi che la droga è stata trovata, che essa dunque circolava nell'istituto e che nessuno dà a me insegnante il diritto di perquisire zaini e giubbotti. Vuole dunque che mentre a Roma si discute Sagunto sia espugnata? giusto per rimanere nell'ambito delle citazioni classiche. Oggi, nonostante fosse il mio giorno libero, sono andato in classe per parlare coi miei ragazzi, soprattutto con l'alunno a cui è stata sequestrata una certa quantità di sostanza proibita, e le assicuro che non ho trovato né diffidenza né timore, ma gratitudine e apprezzamento per quello che ho scritto. Se poi, in altre classi, ci sono stati abusi, questi vanno denunziati nello specifico, senza bisogno di oltraggiare l'Arma dei Carabinieri che assieme alla Polizia e alle altre forze armate, è presidio della democrazia, a cui tutti i cittadini devono rispetto e grastitudine. Senza, cioè, strumentalizzare i fatti secondo una logica di parte; senza tentare di trovare giustificazioni pseudosociologiche al fatto che i giovani consumino droghe; senza, mi consenta infine, ricorrere all'insulto gratuito e volgare nei confronti di chi la pensa diversamente. E visto che le piace tanto Seneca, la invito a riflettere su tutto il cap. III del De ira. C'è un tempo per le ammonizioni, ma ce n'è uno anche per le punizioni. Cordialità.

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