Da un lato i sindaci che chiedono aiuto, appellandosi a Siciliacque di fornire «puntuali quantitativi di acqua», dall’altro la società che ha fornito garanzie sulla distribuzione, anche grazie a due nuovi pozzi, uno a Inici e un secondo nell’area di Castelvetrano. È questo lo scenario che si è registrato nella riunione della cabina di regia regionale, alla presenza, tra gli altri dell’assessore all’energia Francesco Colaianni, del direttore della Protezione civile regionale Salvatore Cocina e del prefetto di Trapani Daniela Lupo. La questione, come già raccontato nei giorni scorsi, ruota attorno all’appello dei sindaci del Belìce che rischiano di lasciare a secco i propri cittadini per colpa di Siciliacque.
I sindaci, viste le criticità dei giorni scorsi dovuti a guasti tecnici, hanno chiesto a Siciliacque di migliorare la comunicazione dei disservizi, in modo tale che i sindaci possono informare i cittadini. «Ho chiesto, in via prudenziale, di preservare i quantitativi di acqua dell’invaso Garcia prioritariamente a uso umano e solo in via secondaria per uso animale e agricolo», ha detto Francesco Gruppuso, sindaco di Calatafimi e presidente dell’Ati idrico. E il primo cittadino ha lanciato un appello anche ai deputati regionali della provincia: «è necessario prevedere ulteriori e immediati fondi in finanziaria regionale per alimentare i capitoli della protezione civile e finanziare i progetti già approvati in linea tecnica dalla cabina di regia che attendono i decreti (sulla provincia di Trapani sono in attesa di decreto i pozzi dei comuni di Campobello di Mazara, Vita e Castelvetrano oltre al denitrificatore di Petrosino)».
La speranza è appesa ai due nuovi pozzi che stanno per essere inseriti in rete, così come il dissalatore di Trapani che, secondo cronoprogramma, dovrebbe mettersi in funzione tra fine agosto e i primi di settembre. Intanto l’appello per tutti è lo stesso: risparmiare l’acqua, bene prezioso.