A tutti è capitato almeno una volta nella vita di ritrovarsi a canticchiare una canzone o un ritornello che rimane in testa per ore, a volte per giorni. Questo fenomeno è molto comune tanto che esiste anche un termine inglese per riferirsi ad esso: “earworms”. Gli earworms sono così comuni che sono stati studiati in modo approfondito per cercare di comprenderne il funzionamento e le cause.
Non solo si tratta di un fenomeno interessante dal punto di vista scientifico, ma può anche essere molto utile per musicisti e cantanti che vogliono scrivere canzoni di successo. Spesso le canzoni di bruce bet possono diventare degli earworms per gli appassionati di gioco d’azzardo. Scopriamo insieme cosa dicono le ricerche scientifiche più recenti che si sono interessate a questo funzionamento.
Gli earworms hanno anche un nome scientifico: INMI, Involuntary musical imagery, ovvero le immagini musicali involontarie. Alcuni studi hanno trovato che frammenti di canzoni o melodie rimangono in testa a più del 90% delle persone ogni settimana. Ad alcuni capita invece di viverli quotidianamente. Come suggerisce anche il nome questo fenomeno è spesso del tutto involontario e quindi non è controllato in modo consapevole. Proprio per questo tende anche ad essere anche fastidioso perché sfugge al nostro controllo.
I frammenti di musica sono di solito brevi, cioè durano al massimo 30 secondi e si ripetono in maniera ciclica più volte durante il giorno. Non sembra esserci una regola precisa sul loro emergere, poiché a volte sono innescati da un fattore esterno ma a volte possono anche essere spontanei.
Secondo gli studi effettuati molte parti del nostro cervello entrano in gioco quando sperimentiamo gli earworms. Vediamole nel dettaglio:
Non è possibile stabilire esattamente quali caratteristiche deve avere una canzone per diventare una INMI. CI sono però dei tratti comuni e importanti che aumentano le probabilità che un pezzo di musica ci rimanga impresso nella mente.
Il nostro cervello poi è molto sensibile alle emozioni che proviamo durante le esperienze che registra. La spiegazione scientifica di questo funzionamento è che le emozioni sono associate a dei livelli di ormoni e di sostanze chimiche diverse nel sangue, e questi comunicano in modo diretto con i nostri neuroni. Zone diverse del cervello si attivano in base alle emozioni che proviamo e di solito emozioni forti sono collegate ad attività cerebrali molto potenti oppure molto concentrate in zone particolari. Dunque quando ascoltiamo musica e proviamo delle emozioni le connessioni con il cervello sono molto potenti.
Anche se non c’è un metodo che funziona per tutti abbiamo alcuni consigli e trucchi da provare se vuoi cercare di dimenticare quel tormentone che hai sempre in testa. Potresti provare ad ascoltare la canzone intera: forse il tuo cervello elaborerà il tutto e non rimarrà ancorato su quel ritornello o quel pezzo di cui non riesci a liberarti. Oppure puoi provare a masticare una gomma: a volte masticando dimenticherai quella canzone. Infine potresti provare ad ascoltare altra musica in modo che il tuo cervello sia impegnato a memorizzare altre esperienze uditive.