“Questa mattina sarà deposto un cuore di rose rosse in memoria di tutto il sangue versato da chi, in Sicilia e in Italia, si è opposto alla violenza e al dominio mafioso”. Lo scrive in una lettera Francesco Lipari, figlio del sindaco di Castelvetrano ucciso il 13 agosto del 1980. Vito Lipari fu assassinato dalla mafia 45 anni fa, perché, come scrive il figlio: “per lui, non ci sono mai state ferie: era sempre dedito alle sue attività e alle responsabilità di primo cittadino della sua Comunità, impegnato a servire le istituzioni con onestà e trasparenza, e deciso a rifiutare qualsiasi compromesso con il potere criminale”
Il suo lavoro lasciò un segno concreto nella comunità: opere pubbliche, infrastrutture, servizi essenziali, realizzati con gestione corretta delle risorse e senza mai trarre vantaggio personale. La sua famiglia, il 14 febbraio 2020, ha ricevuto una lettera dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella quale, per voce del Segretario Generale del Quirinale, il Capo dello Stato esprimeva la sua completa vicinanza in memoria di “un uomo dalle grandi doti politiche e umane, ucciso per essersi opposto con fermezza al sistema mafioso”
Accanto alla stele lungo la SP81 che collega Castelvetrano con Triscina di Selinunte, sarà collocata un’installazione su pallet EPAL con la scritta:
INNOCENTI
NON
INNOCENTI
IN MEMORIA DI CHI È STATO
UCCISO DALLA MAFIA
PERCHÉ LA VERITÀ
È PIÙ SPORCA
DELLA GIUSTIZIA
Questa frase, ispirata alla voce profetica e senza tempo della Sibilla Cumana, vuole essere un messaggio diretto e privo di retorica: un invito a guardare la realtà per quella che è, senza schemi consolatori, e a ricordare tutte le vittime della mafia.