antonella milazzo PD

Questa la dichiarazione della parlamentare del Pd, Antonella Milazzo, in merito alle ultime polemiche sollevate dal M5S riguardanti la concessione del vitalizio ai condannati per mafia, con l’accusa ad alcuni parlamentari di aver votato contro un loro emendamento che ne prevedeva l’abolizione

Non ci sto! Non ci sto a farmi accusare di “intelligenza” con chi vorrebbe tutelare chi è stato condannato con una sentenza definitiva. Non ho debiti di riconoscenza, tanto meno con chi sta scontando una sentenza definitiva per reati gravissimi. Non ci sto perché è quanto di più lontano possa esistere dalla mia vita di insegnante, di madre e di cittadina.

Non ci sto ad essere bersaglio pubblico di un populismo becero ed ignorante che rende tutti uguali. Non ci sto ad essere esposta ad una gogna mediatica che, sui blog, ha raggiunto una violenza che mi fa riflettere sui pericoli di una rabbia fatta montare ad arte. Non ci sto, per i miei figli e per i miei alunni, innanzitutto, e per quanti mi conoscono come una “normalissima” persona per bene, dignitosa insegnante di diritto alle superiori, peraltro.

Verso di loro, sento allora il dovere di fornire un chiarimento, perdonatemi la presunzione, “didattico”.
Dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere che il monopolio delle scelte di politica criminale e` attribuito al Parlamento in quanto tale organo esprime la volonta` dell’intero popolo sovrano. Pertanto, è evidente che le singole Assemblee regionali, non godendo di un ampio margine di rappresentatività , non possono essere titolari del potere di legiferare in materia penale.

Queste Istituzioni, essendo elette solo dai cittadini di una una determinata Regione, hanno un rapporto fiduciario solo con gli aventi diritto al voto di quella Regione.

Pertanto, laddove si dovesse riconoscere in capo al legislatore regionale una potesta` di porre in essere leggi penali, attesa la peculiarita` di quest’ultima di rivolgersi a tutti i cittadini, si avrebbe l’aberrante conseguenza che la suddetta disposizione incriminatrice sarebbe suscettibile di applicazione anche nei confronti dei cittadini delle altre regioni dello Stato, sebbene emanata da un organo privo di rappresentanza nei loro confronti.
Senza considerare che verrebbe anche lesa l’uniformita` del trattamento normativo penale su tutto il territorio nazionale.

Ovviamente, ciò vale per tutte le norme di materia penale, sia quelle che stabiliscono i reati, sia quelle che fissano le sanzioni.
Ecco perché la proposta del Movimento 5 Stelle era irricevibile, uno spot utile solo a coltivare l’odio. Non credo che il mio compito sia questo, ma quello di assumermi la responsabilità di scelte e decisioni non sempre facili e popolari, ma per le quali sono disposta ad affrontare le legittime critiche.

Ecco perché oggi condivido la scelta del Presidente dell’Assemblea Regionale di applicare al caso concreto la revoca del vitalizio nell’ambito delle fattispecie previste dalla legge nazionale, di cui chiedo ed auspico una immediata revisione che ne colmi le evidenti lacune.
Ai miei figli ed ai miei alunni dico: state tranquilli, sono sempre la stessa anche in questo nuovo e impegnativo ruolo e non ho debiti di riconoscenza da pagare a condannati per mafia!

Antonella Milazzo