Si avvicina il 25 novembre e ancora una volta, in tema di violenza sulle donne, è tempo di statistiche. Da quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione del 1999 n. 54/134, ha dichiarato il 25 novembre “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, celebrare il 25 novembre significa porre l’accento su un fenomeno che, attraversando tutte le epoche, in quella attuale mostra aspetti quanto mai inquietanti per l’entità dei numeri di violenza dichiarati e per l’entità presumibile di quelli che restano nascosti.

Le statistiche ci dicono nel 2016 le vittime di femminicidio sono state 120 e che nel 2017 la frequenza è stata di una vittima ogni tre giorni. A ciò si aggiungono le altre forme di violenza agite sulla donna: domestiche e sul posto di lavoro, fisiche e psicologiche. Violenze che molto spesso rimangono “invisibili” perché la donna non denuncia.

Negli ultimi anni il quadro è diventato ancor più complesso per l’intensificarsi del fenomeno della tratta che, determinando la riduzione in schiavitù di migliaia di esseri umani, donne e uomini di cui molti minori, ripropone per le prime l’angosciante casistica delle varie forme di violenza, agite soprattutto nel quadro dello sfruttamento della prostituzione.

Conoscere il fenomeno attraverso i dati statistici o apprenderli attraverso vicende narrate dai media potrebbe generare la falsa quanto pericolosa convinzione che si tratti di situazioni di vita che accadono ad altri e altrove, che non coinvolgono la nostra cerchia di conoscenze e che non riguardano il nostro territorio.

Ma è veramente così? Uno sguardo più attento a chi ci sta vicino potrebbe rivelare nella donna segni fisici e atteggiamenti psicologici che possono essere campanelli di allarme dell’esistenza di un fenomeno tenuto nascosto tra le mura di casa. Uno sguardo meno distratto e superficiale potrebbe fare capire qual è la realtà di vita di tante ragazze di colore che vediamo lungo le nostre strade, ferme vicine ai loro sgabelli.

Un’occasione per riflettere su queste problematiche sarà la conferenza dal titolo “La dignità dell’essere donna ….oltre un corpo violato”, che si svolgerà mercoledì 22 novembre presso il Liceo delle Scienze Umane “Giovanni Gentile” e che vedrà la partecipazione, in qualità di relatrici, della dott.ssa Concetta Maria Musca, commissario straordinario del Comune di Castelvetrano, della dott.ssa Anna Loredana Bruno, assistente sociale specializzata presso il Comune di Castelvetrano, di suor Luisa Bonforte, della Fraternità spiritualità delle sante Capitanio e Gerosa, della dott.ssa Giusy Agueli, psicologa clinica e Presidente dell‘Associazione Palma Vitae di Castelvetrano e della dott.ssa Aurora Ranno, presidente dell’associazione CO.TU.LE.VI.

Tania Barresi