Era la fine dell’estate del 2019, e da qui partiremo per raccontarvi una drammatica storia che oggi può essere descritta con un grande sospiro di sollievo e prendere esempio da storie come queste per affrontare la vita con il giusto sorriso. Giulio ha 19 anni abita a Firenze e come ogni anno le sue vacanze le trascorre in Sicilia dai suoi parenti (sua madre è di Castelvetrano) e tutti gli anni non ci rinuncia, perché la Sicilia è nel suo cuore.

Quell’estate però nonostante non si senta in forma, ha l’unico obiettivo di divertirsi, quello che per lui ha sempre rappresentato la sua Sicilia, in più quell’anno avrebbe assistito finalmente al concerto di uno dei suo beniamini, Carl Cox, esibitosi proprio all’interno del Parco Archeologico di Selinunte.

L’estate di Giulio trascorse tra una febbriciattola e l’altra, tra stanchezza spiegata dalle nottate brave ad un malessere legato alla goliardia di un 19enne.  La febbre sale fino a toccare livelli di allerta.

Era la notte del 28 agosto quando presso il pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano iniziarono una serie di esami che non portavano a nulla di buono, solo all’indomani e dopo un’immediata trasfusione, l’ematologo Vincenzo Leone, diagnosticava a Giulio una leucemia mieloide acuta, confermata dopo qualche ora anche dall’ospedale oncologico “La Maddalena” di Palermo dove venne immediatamente trasferito.

Inizialmente Giulio non seppe la verità, in attesa che la madre lo raggiungesse da Firenze, i suoi cari non lo lasciarono un attimo. Dopo la diagnosi e l’arrivo dei genitori, i medici lo comunicarono anche a lui: «Mi ricordo come se fosse ieri, il medico prima di dirmelo ci ha girato un po’ intorno e ha cercato in tutti i modi di dirmelo nella maniera migliore, il problema è che appena me l’ha detto mi è crollato il mondo addosso, è stato come se qualcuno mi avesse preso e buttato di sotto da un grattacielo».

Il  trasferimento a Firenze presso l’ospedale Careggi fù circa una settimana dopo e da quella stanza chiusa al mondo esterno, iniziò a vivere la vita che gli era stata presentata.

La sua vita si strasvolse in un attimo, ma lui rimase  legato alle parole di un medico che gli disse che  la miglior cura non sta nella cura in sé e per sé, quindi nella chemio, ma sta nel pensare che finiti questi mesi di angoscia sarebbe tornato a stare bene, così iniziò a vivere tutte le giornate come fosse l’ultimo giorno all’interno dell’ospedale.

La chemio, gli esami e la distruzione del suo sistema immunitario lo hanno davvero messo a dura prova. Il suo dolore era profondo e reale, ma la sua forza nasceva dal suo obiettiv. Voleva che tutti sapessero che una bestia può essere sconfitta con la forza di volontà, il sorriso e la voglia di vivere.

Una forza alimentata dall’amore di una madre, dei suoi fratelli, degli amici di sempre, che lo hanno aiutato a trovare ogni giorno una ragione per sorridere: “Ho avuto anche compagni di stanza, sempre diversi, ho anche cercato di diventare il giullare dell’ospedale e del reparto oncoematologia”

Iniziò così pian pano ad aprirsi una finestra virtuale con il mondo esterno, raccontando ogni sua lotta quotidiana tramite i social (300 mila persone lo seguono su TikTok). Dopo 8 mesi e 4 cicli di chemioterapia,  Giulio sottoposto agli esami di controllo ha scoperto di aver vinto. Il cancro era in remissione.

Oggi uno dei maggiori network in Italia (CiaoPeople) ha pubblicato una sua intervista. Il suo coraggio e la sua tenacia hanno dimostrato che l’essere umano è una fonte infinita di qualità, e se a 19 anni ti viene detto che la tua leucemia può essere fatale, a 19 anni Giulio risponde che la vita è una, che bisogna fare quello che ci rende felici. Se vogliamo qualcosa, prendiamola, se abbiamo un obiettivo, arriviamoci, niente paura, mal che vada si sbaglia, ma sbagliando si impara.