Vienna Cammarota, Guida Ambientale Escursionistica, prima donna al mondo che all’età di 68 anni sta riuscendo nella grande impresa di percorrere a piedi tutto il viaggio dello scrittore tedesco Wolfgang Goethe del 1786.

La straordinaria testimonianza della Guida che 50 anni dopo sta attraversando i borghi colpiti dal terremoto nella Valle del Belice, in Sicilia. Oggi Vienna ha attraversato Gibellina Vecchia per poi dirigersi verso Santa Ninfa.

Cretto significa fenditura ed è così perché questa ferita, apertasi nella notte tra il 14 ed il 15 Gennaio di 50 anni fa, credo che non si sia mai rimarginata. – racconta Vienna – Ben 181 anni prima, era il 1787, a passare per quei posti, fu lo scrittore tedesco Wolfgang Goethe che avrebbe poi descritto benissimo anche quei paesaggi rurali. Ecco il “Viaggio in Italia” scritto dal tedesco rappresenta una vera ed importante fotografia, memoria di quel mondo. Io ho incontrato chi visse 50 anni fa quella notte, ho scritto, filmato, fotografato”.

La stella è il simbolo della Valle del Belice. L’ho fotografata. Ho già percorso ben 90 chilometri a piedi. Gibellina Vecchia dista 20 Km da Gibellina Nuova ma ho voluto ugualmente andarci. Alla Fondazione Orestiadi ho visto in esposizione le opere di Bonito Oliva, Pomodoro e c’è il simbolo dei popoli del Mediterraneo. La Sicilia è completa perché spazia dalla Civiltà Antica, all’Arte Moderna e Contemporanea”. Lo ha affermato Vienna Cammarota, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE, prima donna al mondo di anni 68 che sta ripercorrendo totalmente a piedi il viaggio compiuto dallo scrittore tedesco, Wolfgang Goethe dal 1786 al 1788.

Goethe attraversò la Valle del Belice per andare a Castelvetrano e dormì in una brutta locanda – ha affermato Cammarota – ma durante la notte vide una bellissima luce. Il mattino dopo si accorse che il tetto aveva un’apertura e ciò che aveva visto era una stella. La stella del viaggiatore, un buon auspicio. Questa storia è Goethe a raccontarla in “Viaggio in Italia”. Tutti , in questo luogo, tutti gli abitanti del Belice dicono che questa stella è la stella di Goethe, simbolo della porta di ingresso alla Valle del Belice. Un territorio profondamente segnato dal terremoto di 50 anni fa”.

Ho percorso altri 20 chilometri da Gibellina Nuova a Gibellina Vecchia e sono entrata nel labirinto di Burri, il famoso Cretto di Gibellina. Cretto significa fenditura – ha dichiarato Vienna Cammarota che a piedi sta attraversando la Valle del Belice colpita dal terremoto nel 1968 – ed è così perché questa ferita, apertasi nella notte tra il 14 ed il 15 Gennaio di 50 anni fa, credo che non si sia mai rimarginata. Ben 181 anni prima, era il 1787, a passare per quei posti, fu lo scrittore tedesco Wolfgang Goethe che avrebbe poi descritto benissimo anche quei paesaggi rurali. Ecco il “Viaggio in Italia” scritto dal tedesco rappresenta una vera ed importante fotografia, memoria di quel mondo. Il Cretto di Alberto Burri è un’opera della Land Art, un enorme sudario, dove ogni pietra è testimonianza di quanto accadde quella notte ma quelle pietre ci parlano e sono in grado di raccontarci storie di persone, quelle stesse persone che abitarono Gibellina e persero la vita nel cuore della notte. Alberto Burri decise di realizzare l’opera proprio con quelle pietre, macerie di una vita che non c’era più. Ed ecco che ritroviamo le strade ed i rilievi del paese, Gibellina e proprio come in un sudario anche le forme del corpo. Le fessure ripercorrono le strade, le piazze del paesino che fu ed andandoci sembra di riascoltare voci e sentire profumi ma persi nel nulla. Infatti il nulla c’è perché l’opera di Burri testimonia che la mancata attenzione per il territorio, la mancata prevenzione e messa in sicurezza di edifici porta solo al nulla”.