Pulitura e scerbatura della vegetazione presente all’interno del Parco archeologico di Selinunte, grazie alla collaborazione tra l’Assessorato regionale ai beni culturali col Dipartimento Regionale delle Foreste. In questi giorni si stanno completando i lavori di pulitura «per garantire una maggiore qualità dei servizi e dell’accoglienza», spiega Bernardo Agrò, direttore del Parco archeologico di Selinunte. Gli operai stanno togliendo le erbacce che erano cresciute attorno a tutta l’area archeologica, «così da migliorare le visuali dei monumenti antichi del Parco», spiega Agrò. Gli interventi hanno riguardato sia la zona dell’Acropoli, del pianoro di Manuzza e dell’area attorno al tempio E.

L’attività è partita in ritardo, rispetto agli scorsi anni, proprio a causa della pandemia Covid-19. Ora l’intervento che non sta riguardando solamente Selinunte ma anche l’area archeologica delle Cave di Cusa (inserita nel Parco archeologico di Selinunte) e l’area di Pantelleria, alla cui guida c’è sempre l’architetto Agrò. Al momento le unità coinvolte nell’intervento sono state dieci (7 su Selinunte e 3 alle Cave di Cusa).