L’emergenza migranti continua a preoccupare. Nonostante in questi mesi l’ Italia abbia dovuto combattere con un’altro tipo di emergenza, quella legata al Covid-19, ora che la situazione si va’ rischiarendo sotto questo aspetto, ritorna in auge la questione degli sbarchi tra i principali argomenti di dibattito. Secondo gli ultimi report del ministero dell’Interno, infatti, almeno 20mila persone sarebbero pronte a salpare dai porti della Libia.

L’Italia, insieme ai paesi definiti “Stati membri frontalieri del mediterraneo” quali Spagna, Grecia, Malta e Cipro, ha firmato una lettera indirizzata all’Unione Europea dove si propone un sostanziale cambio di rotta sulla politica migratoria.  Nella lettera si chiede un’equa distribuzione dei richiedenti asilo e rimpatri gestiti direttamente dall’UE, in modo tale da superare l’ostacolo secondo cui il criterio della responsabilità è in capo allo Stato membro del primo ingresso da parte del richiedente asilo. La proposta mira ad introdurre un meccanismo di ricollocazione a carattere obbligatorio e automatico dei migranti tra i Paesi UE e che questo avvenga garantito secondo un meccanismo comune dei rimpatri (Cerm).

«È vero che il decreto in vigore sul Covid-19 consente al nostro Paese di tenere i porti ancora chiusi, ma è pur vero che il ritorno in mare delle navi delle Ong certamente ripropone la questione dell’accoglienza e della distribuzione dei richiedenti asilo», scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera. «Dunque, la strategia si concentrerà nuovamente su due fronti: trattativa con Libia e Tunisia per controllare le partenze, negoziato con l’Ue per gestire gli arrivi». Nei prossimi giorni, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese sarà a Tunisi con l’obiettivo di ripristinare i rapporti di collaborazione con questi paesi.