[di Alessandro Teri, GdS] Matite, tavolozze, scalpelli, per cogliere la bellezza dimenticata di Castelvetrano. Artisti, giovani o con varie esperienze alle spalle, che rispondono ad un appello preciso, quello che ha come scopo la riscoperta di luoghi storici, la cui funzione aggregativa è adesso da rinverdire.

Nasce da tali prerogative l’iniziativa promossa dalla Pro Loco Selinunte, che ogni terza domenica del mese si impegna a raggruppare i pittori e gli scultori del territorio, affidando loro un compito particolare, ovvero rivitalizzare per una mattina tramite l’arte alcuni contesti cittadini purtroppo negli anni svuotati dell’essenza che li contraddistingueva, quelli che una volta erano (e dovrebbero continuare ad essere), snodi focali della vita dei castelvetranesi. Così prendono vita le cosiddette «estemporanee» che si svolgono da qualche mese, affidate alla spontanea partecipazione di chi utilizza la propria creatività per esprimere se stessi e l’ambiente che li circonda. Momenti dedicati alla voglia di riprendere confidenza con scorci abituali, magari rivisitandoli attraverso l’ispirazione del momento, cercando di coinvolgere una cittadinanza forse ormai assopita.

Quindi per catturare i colori di un autunno fin troppo luminoso nei suoi strascichi estivi, circa venti artisti locali, ma anche di città e paesi vicini come Mazara e Salemi, si sono riuniti fino a domenica scorsa. La location di turno è stata il Sistema delle piazze – precisamente in piazza Carlo D’Aragona e Tagliavia, quale rinominata in epoca di attualizzazzione delle origini medievali dalla città – nella parte che si snoda tra la Matrice, il municipio ospitato nell’antico Palazzo Pignatelli, e la secentesca Fontana della Ninfa; mentre in precedenza l’iniziativa si era già svolta in posti altrettanto evocativi, quali le borgate marinare di Marinella e Triscina. Comunque lo scenario che si apriva per l’ultima occasione alla vista dei castelvetranesi, richiamati a messa come ogni ultimo giorno della settimana dalle campane mattutine della prospicente chiesa Madre, era effettivamente insolito e stimolante: intenti a dipingere le loro tele, chi accanto al cavalletto portato da casa, chi seduto a terra con un album da disegno in grembo, chi applicandosi ad un’austera e massiccia scrivania, erano pittrici e pittori che hanno risposto presente, pur non essendo in palio alcun premio o riconoscimento ufficiale, se non la voglia di contribuire con la propria opera ad una causa comune.

Sara Cuttone, Lisa Ingoglia, Fortunato Galfano, Marika Di Gaetano, Valeria Mangiaracina, Enzo Pacino, Sciupè, sono soltanto alcuni degli artisti che hanno animato la manifestazione, esponendo anche i dipinti compiuti che ne contraddistinguono lo stile e le peculiarità. Spazio ha trovato pure chi usa lavorare il legno, scolpendo figure simboliche. Un angolo della piazza invece era dedicato ai più piccoli, che hanno avuto la possibilità di prendere in mano un pennello magari per la prima volta, sporcarsi le dita ed i vestiti con i colori a tempera messi a disposizione, tracciando le figure dei loro supereroi preferiti, o colorando le forme di una immaginazione vividissima, da educare al bello.

«Lo spirito della manifestazione è quello di fare avvicinare le gente all’arte, ed allo stesso tempo cercare di valorizzare i luoghi storici di Castelvetrano, in posti di volta in volta concordati assieme all’amministrazione comunale», conferma infatti Pier Vincenzo Filardo, presidente della Pro Loco Selinunte – che a fine agosto ha tra l’altro organizzato nelle stradine di Selinunte la mostra collettiva «Un tuffo nell’arte», nel ricordo della pittrice castelvetranese Lia Calamia, scomparsa nel 2017 – il quale inoltre sottolinea come importante sia «vedere giovani, bambini, imbrattarsi le mani con i colori». Ora non resta che chiedersi quale sia il luogo scelto per la prossima estemporanea, che si terrà a fine novembre. Certo i siti ad alto tasso di suggestività non mancano a Castelvetrano, tra chiese, storici edifici adesso adibiti a plessi scolastici, palazzi nobiliari ristrutturati ed affidati al Comune, parchi. Ciò che veramente conta è riportare tali tesori al loro scopo originario, ovvero tornarvi a socializzare.

di Alessandro Teri
per Giornale di Sicilia