256455624_f7bf811b63.jpgLa vendemmia 2007 volge al termine per cui ormai appare in tutta la sua drammaticità il calo di produzione che in Provincia di Trapani si attesta tra il 60 e il 70%, con punte anche del 100% su alcune cultivar.

L’economia di un’intera Provincia è in ginocchio. Mancano in cantina circa 4 milioni di quintali di uva che in termini economici significano una sottrazione all’economia provinciale di oltre 100 milioni di Euro.

Malgrado questi risultati drammatici, non viene data nella stampa, nella società, nel dibattito politico la giusta evidenza a quanto sta accadendo, anzi, spesso, hanno più risalto le dichiarazioni degli imbottigliatori che non perdono occasione per parlare dell’eccezionale qualità dell’uva di quest’anno.
Molti hanno l’interesse ad accreditare la tesi che in Sicilia vi sono due viticolture, una fatta da grandi aziende imbottigliatrici che fanno incetta di premi in giro per il mondo e l’altra fatta di contadini e cantine sociali che sono fuori mercato e non meritano nessuna attenzione. Chi sostiene questa tesi dimentica che i grandi vini si possono continuare a fare se dietro ci sono i viticoltori che producono ottima uva; inoltre il drastico ridimensionamento della viticoltura comporta gravi problemi di carattere sociale, economico e ambientale.

I nostri viticoltori, da sempre abituati a lottare contro le calamità naturali o gli attacchi parassitari, non sono però attrezzati a combattere contro l’ostracismo del Governo Regionale che non fa nulla per affrontare la gravissima situazione. Ai viticoltori siciliani non è dato sapere cosa il Governo Regionale pensa dell’attuale stato di crisi; non è possibile sapere se il Governatore Cuffaro è d’accordo a dichiarare lo stato di calamità oppure a rivedere i premi delle misure agroambientali per portarli a 900/ha per i prossimi cinque anni, come propone l’Unione Europea, invece che lasciarli a 430/ha come propone l’Assessore La Via.
Troppe coincidenze forse non fanno una prova ma quantomeno dimostrano che la viticoltura e i viticoltori non rientrano nei programmi di questo Governo.

Vista la gravità della situazione chiediamo di essere smentiti e attendiamo che nelle prossime ore il Governo Regionale metta in essere tutto quanto è necessario per l’immediata attivazione di alcuni provvedimenti irrinunciabili, e in particolare:
1. Dichiarazione dello stato di calamità a causa dei cambiamenti climatici accompagnata da una dotazione finanziaria sufficiente a pagare in pochi mesi tutti gli aventi diritto;
2. pagamento di tutte le calamità pregresse attingendo eventualmente alle somme della L. R. 19/2005;
3. rimodulazione del piano finanziario del PSR e aumento a 900 €/ha dei premi delle misure agroambientali;
4. attivazione di un provvedimento straordinario per affrontare il problema dell’aumento enorme dei costi di gestione delle cantine sociali causato dalla diminuzione dell’uva ammassata che sarà superiore al 60% rispetto alla media degli ultimi anni.

Alla luce di quanto sopra, i Verdi Siciliani, continuano a richiedere, che nei prossimi giorni, vengano attivati tutti i provvedimenti precedentemente elencati, per salvare un comparto fondamentale per l’intera economia siciliana.

Maggiori Informazioni:
– verdisicilia.it
– giovani.verdi.it