Alla fine il vaccino anti Covid-19  l’ha fatto, ma non perché tutto ha funzionato come doveva, ma perché s’è presentata in ospedale col carteggio che certifica la sua malattia grave e ha chiesto di essere vaccinata. Giusy Barraco è conosciuta per essere una tipa battagliera. È affetta da una rara malattia (CMT tipo 4A) che la costringe sulla sedia a rotelle ma, nonostante questo, non si è mai tirata indietro quando bisogna affermare i diritti dei diversamente abili. E, anche stavolta, nella grande e discussa questione della campagna di vaccinazione, Giusy ha fatto sentire la propria voce.

«In queste settimane ho percorso un vero calvario – racconta a CastelvetranoSelinunte.it – venti giorni fa ho chiamato il numero verde messo a disposizione nella campagna di vaccinazione e all’operatore ho spiegato le ragioni del perché avevo esigenza di fare il vaccino. Mi è stato risposto: “La chiameremo presto”». Passano i giorni e nessuno richiama Giusy. Lei è preoccupata. Viste le sue condizioni fisiche e le precarie difese immunitarie, vuole vaccinarsi presto: «Io sono persona molto vulnerabile», spiega. Ma il sistema messo su per la vaccinazione non le presta l’attenzione dovuta.

«Dal 1° marzo io e mio marito ci siamo rimessi al telefono e su internet per prenotare il vaccino – spiega Giusy Barraco – ma nulla da fare. Quando inserivamo il mio numero di tessera sanitaria, il sistema mi comunicava che non ero tra le categorie prenotabili». Sino a stamattina. Un nuovo tentativo andato a vuoto. Ancora sul sito web della Regione per le prenotazioni e al call center: «Mi hanno risposto dicendo di aspettare sino a lunedì perché c’erano aggiornamenti in corso per le tessere sanitarie».

Così Giusy ha deciso diversamente. Accompagnato dal marito Peppe Caruso, s’è recata presso il centro vaccinale dell’ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano. Medici e personale sanitario, visto il carteggio che certificava la malattia di Giusy Barraco, hanno provveduto alla somministrazione della prima dose del vaccino. «Nessun passo avanti rispetto agli altri – dice Giusy Barraco – ma la mia azione vuole essere una denuncia per un sistema di prenotazione che difetta tanto. Non è con l’esasperazione e l’attesa che si risolve il problema. È opportuno che nei confronti di anziani, persone vulnerabili e con disabilità gravi si pone un’attenzione particolare. Invece, così come constatato direttamente da me, questo a oggi non avviene come dovrebbe».