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Campobello di Mazara è tra i Comuni siciliani con minor numero di cittadini vaccinati, al punto tale che la Regione lo ha indicato tra gli enti con la “maglia nera”. Sindaco, secondo lei perché è successo questo?

 «Interpretare e analizzare i dati non è mai stato cosa semplice. Dietro a un dato, infatti, ci possono essere tante motivazioni che in questo caso investono, a diversi livelli, le istituzioni sanitarie locali, il grado generale di consapevolezza raggiunto da una comunità e, non in ultimo, le caratteristiche individuali dei cittadini. Io ho lavorato molto in questi mesi al fine di motivare la popolazione campobellese alla vaccinazione anti Covid, nella consapevolezza che il vaccino è al momento l’unica strategia scientifica che abbiamo a disposizione per scongiurare morti, ricoveri e disastro economico, purtroppo però è mancata un’incisiva e parallela azione di sensibilizzazione da parte dei medici di base, che a Campobello, nella quasi totalità, non hanno aderito alla campagna vaccinale anti Covid 19».

A Campobello soltanto da qualche giorno è attivo il punto vaccinale presso l’Ufficio sanitario. Per mesi, però, nessuno si è mosso per attivarne uno prima. Secondo lei questo ha influito nella campagna della scarsa vaccinazione? 

«Anche l’assenza, sino a qualche giorno fa, di un punto vaccinale a Campobello ha sicuramente svolto un ruolo nella scarsa vaccinazione della cittadinanza. Da diversi mesi, infatti, ho avanzato richieste ai responsabili dell’Asp al fine di attivare un centro vaccinale a Campobello, all’interno di una delle strutture che il nostro Comune avrebbe potuto mettere a disposizione, senza mai tuttavia ottenere riscontro. Solo qualche giorno fa, finalmente, l’Asp ci ha comunicato l’attivazione di un centro vaccinale all’interno dell’ufficio sanitario. Inoltre, è notizia recente che a breve sarà anche attivato un hub vaccinale all’interno di un bene confiscato sito al confine con il Comune di Castelvetrano. Auspico che, benché in ritardo, queste iniziative possano, in breve tempo, contribuire a dare uno slancio alla campagna vaccinale».

Che bisognare fare per promuovere la vaccinazione?

«Penso che il compito della politica e delle istituzioni locali sia quello di sensibilizzare e di rendere più facilmente accessibile il vaccino, portandolo finanche all’interno delle case delle persone, laddove questo si dovesse rendere necessario. Al contempo, in questo momento, è altresì importante convincere gli indecisi, rassicurandoli sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini. Proprio per questo ritengo che un ruolo fondamentale per promuovere la vaccinazione debba essere svolto dai medici di famiglia. Al Governo centrale, invece, spetta quello che a mio avviso ormai è diventata una decisione improrogabile, ossia quella di imporre l’obbligo vaccinale a tutti gli adulti. Non possiamo infatti permetterci un’altra stagione di morti, ricoveri e di chiusure».

Sindaco, quale è il suo appello ai suoi concittadini che non si sono ancora vaccinati?

«Voglio semplicemente ribadire quello che ripeto da mesi nei deversi appelli che ho rivolto alla cittadinanza, ma che purtroppo evidentemente sono rimasti sino a oggi inascoltati vista la bassa percentuale di vaccinati che ancora registriamo. I vantaggi della vaccinazione sono evidenti a chiunque non subisca il “fascino” delle tante fake news che purtroppo girano in rete anche a causa dell’arroganza e della pericolosità comunicativa dei no vax: il 90 percento delle persone ricoverate nelle terapie intensive, infatti, è senza vaccino. Nonostante questa evidenza scientifica, tanta gente rifiuta ancora il vaccino e il nostro Comune, in particolare, è attualmente tra gli ultimi della Sicilia per numero dei vaccinati. Se non viene aggiustato il tiro, questo ci porterà inesorabilmente verso la zona rossa. È quindi nell’interesse di tutti incrementare tempestivamente le vaccinazioni, scongiurando così morti e restrizioni che avrebbero ripercussioni anche sull’economia. Concludo, facendo mio l’accorato appello di Papa Francesco: vaccinatevi per amore».

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