Al via il processo, dinnanzi il Tribunale di Trapani, a carico di T.M. classe 61, residente nel Trapanese, imputato di avere richiesto e ricevuto più di 40.000,00 euro da un noto imprenditore di Castelvetrano a titolo di interessi usurai. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2012 e il 2015. Secondo l’accusa l’imputato, già gravato da diversi precedenti, a fronte di un prestito di 80.000,00 concesso all’imprenditore che versava in gravi condizioni economiche, avrebbe preteso e ottenuto le predette somme a titolo di interessi, senza mai imputarle al rimborso del prestito, superando così il tasso soglia che configura l’usura.

L’imprenditore castelvetranese, stanco delle vessazione subite, avrebbe quindi collaborato con gli inquirenti al fine di ricostruire nei dettagli la vicenda. Nella prima udienza è avvenuta la costituzione come parte civile dell’imprenditore ma anche della sua società, che avrebbe subito ingenti danni dalla condotto ascritta all’imputato. Parte civile si è costituita anche l’Associazione antiracket Libero Futuro.

«Siamo contenti che il Collegio oltre ad ammettere l’imprenditore che assisto come persona fisica abbia anche ammesso la società di cui lo stesso è amministratore in quanto la stessa ha innegabilmente subito un grave danno economico dalla condotta ascritta all’imputato – ha detto l’avvocato Giuseppe Accardo – sono convinto che il quadro accusatorio troverà perfetto riscontro nelle risultanze probatorie che offrirà il processo, a cominciare dall’esame che sarà reso dalla persona offesa».

Sulla vicenda è intervenuto anche Nicola Clemenza, punto di riferimento dell’Associazione Libero Futuro Antiracket in provincia di Trapani: «Anche oggi siamo vicini, dentro e fuori le aule di Tribunale, a quegli imprenditori che hanno avuto la forza di combattere la morsa dell’usura. Anche se i fatti oggetto dell’imputazione attendono a un periodo che va dal 2012 al 2015, oggi la vicenda è attualissima stante la grave crisi post Covid 19 che sta subendo l’intero tessuto imprenditoriale, crisi che rende gli operatori economici più vulnerabili alle pressioni criminali. Per questo c’è bisogno di uno sforzo collettivo e coordinato sia delle istituzioni, dell’associazionismo che individuale». La prossima udienza è stata fissata al 19 marzo 2021.

L’avvocato Giuseppe Accardo.