Pubblichiamo di seguito il messaggio dell’Arciprete di Castelvetrano, don Giuseppe Ivan Undari.

In questi giorni ho ricevuto diverse telefonate pressanti in merito all’Aurora, la rappresentazione sacra, che ogni anno nel giorno di Pasqua si svolge nel sistema delle piazze. Era davvero lontano dalla mia immaginazione che in questo momento così drammatico per le molte vittime innocenti, per le tante persone che lottano in prima linea, senza sosta, rischiando la propria vita, per il mutamento repentino che abbiamo subito, per le nubi che si addensano sulla ripresa e per tanti altri risvolti, ci potesse essere qualcuno ostinato a rappresentare a tutti i costi un momento di tradizionale folklore, infischiandosene del decreto del presidente del consiglio, del decreto del vescovo, mettendo a repentaglio la salute di un certo numero di persone che dovrebbero uscire di casa per farsi carico della manifestazione. Rischiare è pericoloso e le regole vanno rispettate e anche la chiesa ha il dovere di farlo soprattutto quando ad essere in pericolo è la vita.

Assolutizzare una rappresentazione sacra dandole chissà quale valenza di significato quando la comunità ecclesiale è stata privata della vita liturgica comunitaria (eucaristia, sacramenti, rito delle esequie), mi sembra fuori luogo.
Il cristiano crede nel Risorto ne testimonia la presenza con la propria capacità di affrontare le situazioni sapendo trarre anche dalle avversità un bene, esprimendo con l’impegno concreto il proprio desiderio di giustizia e di pienezza di vita. In questo momento ci sono cose che bisogna relativizzare e ci sono verità che dobbiamo affermare. E la verità che in questo momento rende presente il Risorto e la sua potenza di vita indissolvibile è la capacità di chi non perde di vista alcune cose: la consapevolezza, il buon senso e la solidarietà. Quel che mi addolora è non poter celebrare l’Eucaristia con la comunità ma sono certo che quando potremo farlo ciò avverrà con una profondità maggiore. Buona Pasqua”

Giuseppe Ivan Undari