Quelli che sostengono che i giovani di oggi non hanno voglia di far niente, quelli che ti scoraggiano, che mirano ai tuoi sogni con le freccette e li scoppiano come se fossero bolle di sapone, tutti quelli che sminuiscono le opportunità offerte dal posto in cui vivono, perché “qui non c’è niente da fare e niente da prendere, ti devi rassegnare, o te ne vai, o scappi via senza mai voltarti indietro, o non avrai mai un futuro…”, quelli che dicono che la scuola non serve a niente, che studiare è inutile, che tanto “a che serve alzarsi presto la mattina per scoprire cosa avranno da offrirti i libri, gli insegnanti, i compagni, le esperienze, l’esempio degli altri?”. Tutti quelli che seminano e coltivano questi pensieri hanno ragione?
Perché non parlare invece di quelli che mossi da una grande forza di volontà, incoraggiati da se stessi prima ancora che da coloro che li circondano, si alzano ogni mattina e con l’entusiasmo che solo la passione e la convinzione possono dare.

Il messaggio della passione, della professionalità e delle opportunità che la scuola alberghiera offre è stato quello che Pietro Puccio ha voluto trasferire ai giovani dell’Istituto Alberghiero “V. Titone” di Castelvetrano.

Pietro Puccio, 22 anni appena, giovane Bartender, ha dimostrato agli alunni dell’I.P.S.E.O.A. che “quelli” non hanno affatto ragione, tornando nella scuola in cui si è diplomato da soli tre anni, stavolta come formatore. Il corso di Bartending e Flair Bartending svoltosi giorno 19 dicembre 2019 presso l’Istituto, ha coinvolto in maniera molto positiva gli alunni che hanno potuto prendervi parte.
Ad affascinare il pubblico di studenti sono stati due aspetti di pari importanza: da una parte le indubbie doti professionali del giovane Bartender, che si è esibito in uno spettacolo di flair style su una base musicale, preparando due celebri cocktail ed illustrando le tecniche di esecuzione, le regole che deve seguire il Bartender e le attrezzature a sua disposizione; dall’altra la storia personale del giovane professionista, per la sua tangibile vicinanza a quella di ciascuno dei ragazzi che era lì ad ascoltarlo.
Nato a Campobello di Mazara, Puccio si è infatti diplomato presso l’I.P.S.E.O.A. “Virgilio Titone” (indirizzo cucina) e ha subito iniziato a lavorare presso diverse strutture ricettive presenti sul territorio. Presto si è reso conto che la sua vera vocazione erano però il bar e la sala e ha scelto di continuare a formarsi studiando e frequentando corsi prima in Spagna, fermandosi per quasi due anni a Barcellona, e poi ancora in Italia, e più precisamente in Umbria, dove lavora attualmente frequentando e tenendo corsi di formazione fra Perugia e Foligno. Profondamente legato alla sua terra, Puccio ci tiene a chiarire che qui il lavoro c’era e c’è, che lui stesso ha sempre lavorato dopo il diploma e che, se è pur vero che è partito, lo ha fatto solo per ampliare la sua formazione e il suo bagaglio di esperienze, per conoscere meglio il mondo e l’arte del Bartending.
Tornare nella “sua” scuola in una veste diversa è stato per lui fonte di orgoglio ed emozione, così come gratificanti per lui sono state l’attenzione e la stima che gli hanno mostrato gli studenti presenti.
Uno studente gli chiede: “quelli che vedono solo nero e buio tutto intorno e che dipingono ai giovani ancora più scuro il loro mondo e il loro futuro? Quelli che sanno solo lamentarsi e spingere i ragazzi ad andar via, a “scappare” dalla scuola e dai loro luoghi in cerca di chissà cosa, hanno davvero ragione”?
“Credere in te stesso non ti assicura il successo, ma non credere in te stesso ti assicura il fracasso”. Questo è il suo modo per dire che no, “quelli” non hanno affatto ragione.