Chi è stato Sebastiano Tusa per la cultura siciliana e non solo? Si chiama “Sebastiano Tusa: l’uomo, lo studioso e l’archeologo” il titolo del libro che ha pubblicato l’editore Angelo Mazzotta. Un testo che raccoglie le testimonianze di molti suoi amici e persone che hanno lavorato al suo fianco. Tra questi ci sono Valerio Massimo Manfredi, Franco Andaloro, Michele Cossyro, Fabio Granata, Ferdinando Maurici, Vittorio Sgarbi, Alberto Scuderi e Vito Zarzana.

Un volume che ricorda la grande figura dell’archeologo, figlio di Vincenzo che diede vita al Parco archeologico di Selinunte. Sebastiano e il papà sono state due figure legate col cuore al territorio selinuntino. I contributi sono stati confezionati insieme da Valeria Li Vigni, la moglie di Sebastiano Tusa, e da Aurelio Pes, scomparso qualche tempo fa.

«Sebastiano era vulcanico, mi travolgeva, mi immergeva nel suo mondo e mi affascinava. Con lui partivo, sin dagli inizi del nostro grande amore, era il 1994, a volte senza una meta precisa ma con continue sorprese. Per la verità quando mi conobbe cominciò a programmare viaggi stupendi perfettamente organizzati, in Irlanda, in Bretagna, in Normandia, poi iniziarono i viaggi avventura, con lui feci le mie prime immersioni, presi il brevetto, superando le mie paure e riuscendo sempre a integrare il mio desiderio di programmazione ai suoi “fuori programma”», racconta Valeria Li Vigni nell’introduzione.

Dal Giappone a Pantelleria, dalle Egadi a Bologna, Sebastiano Tusa era la testimonianza vivente di un siciliano colto e illuminato. Non c’è archeologo al mondo che non lo conobbe da vivo. Il libro traccia, in un bel viaggio tra le pagine, la figura di Tusa: «un racconto immersivo di belle storie che gli amici, qui i primi 30 – racconta Valeria Li Vigni – che descrivono la propria esperienza e il proprio ricordo vissuto con lui». La vedova Tusa e Aurelio Pes hanno fatto la loro parte, l’editore castelvetranese Angelo Mazzotta ha fatto la sua con la pubblicazione di questo volume omaggio a Sebastiano.