Un’unica sala, diverse vetrine, alcuni mammiferi e 366 uccelli imbalsamati, alcuni dei quali anche rari, che sono stati rigorosamente ripuliti dalla polvere e catalogati con l’apposizione della denominazione italiana e latina. Il museo ornitologico di Mazara del Vallo – gestito dall’Unione cacciatori – dopo decenni cambia sede e si trasferisce nei locali comunali di piazza della Repubblica.

mostra uccelli

Il museo ornitologico-tassidermico, nato negli anni Venti per iniziativa di alcuni cacciatori, rappresenta uno dei più importanti e antichi musei ornitologici della Sicilia. Al suo interno originali uccelli e mammiferi, tutti rigorosamente cacciati nel territorio di Mazara e poi imbalsamati da Saverio Manno e Marco Alagna.

Tante le particolarità: un pollo sultano, tre esemplari di succiacapre, uno storno albino, una gemetta tigrina che fu recuperata sessant’anni fa perché fuggita da un circo equestre, gufi. E poi ancora un grosso esemplare di grifone, un’aquila, cicogne bianche e nere, un tordo dorato, un mustiolo, uno dei più piccoli mammiferi al mondo.

Una piccola vetrina è anche dedicata ai cimeli dei cacciatori: dai contenitori per le polvere da sparo all’attrezzatura necessaria per comporre le cartucce. Ma ci sono anche pezzi in legno di fucile, il contenitore in rami secchi d’uva porta furetto e alcune riviste di caccia degli anni 60/70. Per visitare il museo l’ingresso è libero

testo e foto di Max Firreri
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