agostino alagnaDopo l’irruzione di un nucleo antidroga dei Carabinieri al Liceo Scientifico M. Cipolla di Castelvetrano tutti i media locali si sono letteralmente scatenati in una tempesta di indignazione ipocrita e buonismo che non può che disgustare chiunque abbia modo di conoscere anche vagamente la realtà della gioventù castelvetranese.

Siamo stati costretti ad assistere alla pubblicazione di articoli patetici dal tono giudicante ed alla soddisfazione di insegnanti, personaggi della pubblica amministrazione e cittadini comuni nel sapere che le strade erano più sicure adesso che qualche studente era stato pizzicato con un quantitativo minimo di marijuana. “A scuola con la droga nello zaino” , “ Si aumentino i controlli”, colpa delle famiglie, colpa dei genitori “fagocitati dal lavoro” a detta di un certo assessore che vorrei tranquillizzare dicendo che a Castelvetrano molti genitori un lavoro nemmeno ce l’hanno.

Lo stesso assessore imputa la diffusione di “stupefacenti” ad una mancanza delle famiglie nel “controllo delle pagine facebook dei propri figli, delle loro frequentazioni e dei loro zaini”, consigliando quindi ai familiari di risparmiare il lavoro alle “forze dell’ordine” ( e che ordine!) frugando in ogni aspetto della vita privata dei propri figli per evitare che “ Si porti a scuola il fumo o la maria come un tempo si portava la merenda”. Perciò attente brave famiglie rispettose dell’ordine e della morale, la droga è in agguato per sedurre i vostri figli ed arriva perfino tra i banchi di scuola. Ma qual è la soluzione, vi chiederete.

Ebbene secondo questo assessore, rappresentante di una giunta comunale campionessa per legalità ( termine tanto amato dal nostro establishment), trasparenza e buona amministrazione i genitori dovrebbero tornare ad inculcare un “sacro timore reverenziale nei confronti dell’ambiente scolastico per prevenire tali fenomeni”, concludendo il suo intervento presso una nota emittente di informazione locale effondendosi in ringraziamenti ai Carabinieri ed aspettandosi che “associazioni di studenti e genitori vengano a bussare alla sua porta”.

Per quanto mi riguarda, come studente umiliato e trattato come un criminale, costretto a subire una perquisizione dei miei effetti personali e l’irruzione delle forze dell’ordine nel mio ambiente scolastico mentre svolgevo le mie mansioni di apprendimento, non busserò all’uscio dell’assessore Mattozzi e la invito a cercare di riportare “ a dritta” prima di tutto la barra dell’amministrazione comunale che anche lei rappresenta e che credo navighi in acque ben più torbide di quelle degli istituti superiori di Castelvetrano.

Sorvolerei volentieri sulle affermazioni del Tribunale dei Diritti del Malato se queste non fossero così deliranti da meritare anch’esse un’opportuna risposta da parte di chi, a differenza loro, conosce dall’interno le dinamiche e la realtà dell’ambiente scolastico e giovanile nella nostra cittadina.

Questo TDM, che inviterei a tuonare sui media locali a proposito di tematiche riguardanti la salute pubblica che non è certo il fiore all’occhiello del nostro paese, dove sono frequenti i roghi di rifiuti in centro abitato e sono ancora presenti chili di amianto, asserisce il bisogno di test delle urine, controlli nelle scuole medie ( 11-14 anni di età mediamente), controlli delle famiglie nelle frequentazioni.

È il caso di riportare qui il passaggio più ridicolo dell’intero articolo:
“Fate attenzione ai segni comportamentali e fisici che possano indicare il consumo di stupefacenti. – sbalzi di umore ( irritabilità e vivacità ed allegria subito dopo) – solitudine in casa da tutti i membri – apatia totale – cambio routine del sonno – occhi rossi o vitrei – naso gocciolante ATTENZIONATE LE AMICIZIE”

In sostanza tutti pronti a fomentare la totale, vecchia psicosi sulla droga che circola tra i giovani e su come fermarla, tutti pronti a chiedere a gran voce controlli e perquisizioni sugli studenti senza nemmeno per un secondo prendere in considerazione le cause dell’abbondante uso e abuso di droghe tra i giovani nel nostro paese.

Il fattore comune di questi articoli, meglio definibili forse come sproloqui, è il considerare i giovani come dei teppisti da rimettere in riga o nel migliore dei casi dei bambini stupidi da proteggere. Nessuno si è soffermato a pensare che forse Castelvetrano non offre molto di più alla sua gioventù che una maniera artificiale ed ingannevole per dimenticare la totale assenza di prospettive per il futuro, l’apatia e la rassegnazione di un paese di provincia dominato dall’ipocrisia e dalla mafia.

Se avete paura che i vostri giovani cadano nella spirale della droga (e per spirale della droga intendo la droga vera, non certo la boccata dal mozzicone di spinello che possono fare a scuola) cominciate cercando di offrire loro prospettive, invitandoli a costruire il proprio futuro, non addossate loro le colpe di una classe politica vecchia e corrotta perché queste colpe loro non sono, convogliate le loro forze migliori in maniera costruttiva e non pretendete che sia la polizia , la repressione o degli esami delle urine a fermare la diffusione delle droghe.

Quanto accaduto oggi costituisce una violazione della dignità dei vostri figli che sono stati trattati alla stregua di criminali, perquisiti e in alcuni casi anche denudati all’interno delle aule dove si erano recati per adempiere al loro ruolo di studenti. Voi benpensanti avete festeggiato come una vittoria dello Stato e della giustizia i guai che passeranno questi giovani , questi “castelvetranesi del futuro” , per il possesso di un paio di canne.

Il nostro pensiero e la nostra solidarietà vanno a quanti oggi sono stati vittime del polverone mediatico e dell’ipocrisia di un sistema assente nell’aiutare e sempre presente nel punire. Invitiamo il reparto antidroga dei Carabinieri a concentrare i suoi sforzi contro i trafficanti e i mafiosi che si occupano di inondare di sostanze anche peggiori le nostre strade, poiché questi oggi non hanno subito alcun danno dal loro operato.

Agostino Alagna
Rappresentante degli studenti