Un colpo alla carrozzeria, per simulare il contatto con lo specchietto dell’auto e la truffa è servita. Ci viene segnalato un nuovo caso a Castelvetrano avvenuto la scorsa domenica in Piazza Dante.

La tecnica della “truffa dello specchietto” è sempre la stessa: colpiscono un’auto in transito per simulare il rumore dell’urto, poi chiedono i danni. Fortunatamente, questa volta, la donna alla guida dell’auto non è cascata nel tranello e avvisando di essere la madre di un poliziotto ha messo in fuga il malcapitato che pare fosse alla guida di un’auto di color grigio, segno particolare: diversi anelli nelle mani.

Riportiamo di seguito la procedura messa in atto dai truffatori ed alcune indicazioni per difendersi:

Il guidatore A (truffatore) va molto più lento rispetto alla circolazione, guida talmente piano che, per qualche assurdo motivo, ti indica di sorpassarlo. Nel momento in cui il guidatore B (truffato) sorpassa il guidatore A, quest ultimo, in tempi record, esce la mano dal finestrino e riga o colpisce la macchina della povera vittima.

banda dello specchietto

L’azione del truffatore genera un forte rumore, di conseguenza il guidatore B si ritrova ad avere udito un fortissimo rumore ed una macchina alle proprie spalle che incita di fermarsi.

Ci si accosta, ed il truffatore dice immediatamente alla vittima che, sorpassandolo, gli ha rotto lo specchietto.

In realtà, quello specchietto, è stato precedentemente e volutamente danneggiato; serve soltanto come scusa per chiedere un imminente risarcimento al malfortunato.

Dopo questo procedimento, oltre a ritrovarti con la macchina danneggiata visibilmente, qualcuno vorrebbe costringerti a risarcire un finto danno volto soltanto alla truffa.

La prima cosa da fare è quella di guardare il “danno” subito alla propria auto, si può immediatamente notare gli eventuali segni lasciati dal truffatore, non coincidono per nulla con l’impatto che potrebbe verificarsi “staccando” uno specchietto mentre si sorpassa.

La seconda cosa è quella di dire che non si hanno soldi con sè, di conseguenza se si vuole un risarcimento, il truffatore dovrà obbligatoriamente aspettare.

La terza cosa, se il truffatore insiste, è quella di dire che si vogliono chiamare le forze dell’ordine poichè si è sicuri che non si è commesso alcun danno.

I truffatori tenteranno in tutti i modi di dire che hanno fretta, che devono andarsene e che non possono aspettare; basta solo una buona dose di pazienza e tutto dovrebbe svolgersi per il meglio.