[di Antonio Pizzo (GDS)] Ammonta a circa sette milioni di euro l’entità di una “mega truffa” ai danni di Regione, Unione europea e Patto Territoriale “Valle del Belice” contestata da Procura di Marsala e Guardia di finanza a nove persone, tra imprenditori, tecnici e funzionari, nonché a tre società (coop “Oasi”, “Sistema srl” e “Costruire srl”), nell’ambito della realizzazione di un grande complesso turistico-ricettivo a Marinella di Selinunte.

Dall’accusa di truffa aggravata in concorso per il conseguimento di erogazioni pubbliche devono difendersi, in Tribunale, a Marsala, Paolo Ettore Masella Ippolito, di 55 anni, presidente del Cda di “Oasi” e secondo l’accusa anche “amministratore di fatto” della “Sistema”, la moglie Giuseppa Claudia Ancona, di 50, vice presidente del Cda di “Oasi” e amministratore unico della “Sistema”, Antonino Scaglione, di 54, del cda di “Oasi”, Antonino Russo, di 61, procuratore speciale della “Sistema”, Gaspare Secchia, di 58, professionista incaricato e firmatario della contabilità tecnica dei lavori rendicontati all’ente erogatore dei finanziamenti, Orazio La Monaca, di 59, progettista e direttore dei lavori, nonché anch’egli firmatario della contabilità tecnica, Giovanni Giuseppe Ligambi, di 48, a.u. della “Costruire”, Santo Svizzero, di 52, ingegnere incaricato dall’Oasi della redazione del progetto di ammodernamento e ampliamento della struttura turistica e alberghiera preesistente, e Francesco Paolo Vizzini, di 71, collaudatore dell’assessorato regionale al Turismo.

Tranne quest’ultimo, che è di Palermo, gli altri sono tutti di Castelvetrano e Partanna. Tra i rinviati a giudizio dal giudice delle udienze preliminari Francesco Parrinello c’era anche Vito Masella Ippolito, classe 1931, padre di Paolo Ettore. L’anziano, che per un certo periodo fu amministratore unico della società Sistema, nel frattempo è deceduto. Il processo si svolge davanti al giudice monocratico Matteo Giacalone.

L’accusa (pm in aula è Ignazia Uttoveggio) è quella di avere percepito una mole non indifferente di contributi pubblici con “artifizi e raggiri” consistiti nella produzione e nell’utilizzo di fatture per “operazioni inesistenti relative ad acquisti effettuati o prestazioni ricevute, attestanti costi fittizi sostenuti dalla Oasi per la realizzazione delle opere edili e la fornitura di arredi e attrezzature varie oltre a prestazioni di servizi”.

I fatti contestati sono relativi al periodo 2008-2009. A difendere gli imputati sono gli avvocati Gianni Caracci, Carmelo Carrara, Eugenio Brillo, Mario Accardi, Ileana Cannia, Salvatore Giovanni Di Stefano Messina, Giovanni Lentini, Vincenzo Salvo, Giuseppe Gerbino, Biagio Di Maria, Giuseppina Faugiana e Giuseppe Ippolito. Alla prossima udienza, il 20 febbraio, dovrebbe concludersi il controesame di uno dei sottufficiali delle Fiamme Gialle che ha condotto la complessa indagine.

di Antonio Pizzo
per Giornale di Sicilia