abusivismo triscina 2

Quali atti adottati nel tempo dall’amministrazione comunale sono attualmente efficaci e come tali idonei a regolamentare l’attività urbanistica nel territorio della borgata marinara di triscina passata alla storia come quella più abusiva d’Italia?

E’ uno dei quesiti ai quali dovrà trovare una risposta l’avvocato Giovanni Lentini al quale il sindaco Felice Errante ha conferito l’incarico di esprimere un parere legale relativamente alle problematiche inerenti al Piano regolatore generale e alle sue prescrizioni esecutive proprio sulla frazione balneare e in particolare sulle lottizzazioni Volpe e Quartana.

E’ dopo le molte perplessità sollevate dalla I Commissione consiliare Urbanistica durante l’esame del Prg che il primo cittadino ha deciso il conferimento dell’incarico all’avv. Lentini il quale, tra le altre cose, dovrà ricostruire l’intera vicenda storico-giuridica legata allo strumento urbanistico e alle sue norme di attuazione dal 1994 ad oggi. Inoltre, dovrà essere verificata se risulta o meno conforme alla legge mantenere le previsioni contenute nel Prg vigente non avendo l’amministrazione comunale, allo stato attuale, elaborato nuove prescrizioni su triscina.

Abbiamo ripreso – spiega Luciano Perricone, presidente della I Commissione consiliare Urbanistica – la problematica affrontata in Consiglio comunale nella scorsa legislatura, con la presa d’atto il 20 giugno 2011 dell’efficacia delle lottizzazioni Quartana e Volpe. Quindi è stato chiesto al sindaco che venisse effettuato un esame storico-giuridico degli atti che si sono succeduti dal 1994 in poi, così da potere elaborare il nuovo Prg sulla base di conoscenze certe in ordine all’attuale regime urbanistico vigente a triscina. Relativamente alla lottizzazione Quartana, ad esempio, nell’archivio comunale abbiamo trovato una delibera di giunta del 1961, poi esitata dalla Commissione provinciale di controllo sempre quell’anno, che ne attestano la presenza già allora. Successivamente, però, non sono stati completati gli iter burocratici. Esistono delibere di giunta e non di Consiglio comunale. Ora stiamo cercando di venire a capo della vicenda.

Alle lottizzazioni Quartana e Volpe anche la Sovrintendenza di Palermo il 22 maggio 1964 diede il proprio nulla osta. Nel 2011, la precedente amministrazione comunale, ha ritenuto che ai fini della sanatoria delle costruzioni realizzate nella fascia dei 150 metri successivamente al 1976 non si poteva incondizionatamente determinare l’esclusione di queste due lottizzazioni di cui gli strumenti urbanistici generali vigenti all’epoca hanno, invece, ignorato l’esistenza. Le aree in questione non sono state mai classificate «A» o «B» ma, secondo quanto determinato da una relazione di tecnici comunali, potevano considerarsi zone sature, analogamente per le zone «A» e «B» per le quali le norme non prevedono il rispetto del limite di arretramento dalla battigia. Cosicchè, si disse allora, «l’eventuale demolizione delle costruzioni realizzate dopo il 1976 dentro la fascia dei 150 metri non collima con la ratio della legge regionale».

Nell’agosto 2011 la delibera approvata dal Consiglio comunale fu inviata per il parere di competenza al dirigente generale del Dipartimento urbanistica dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’ambiente Sergio Gelardi. Tali atti acquistano una importanza determinante sui provvedimenti finali da adottare in materia di abusivismo edilizio compiuto a triscina, devastata dalla cementificazione selvaggia. Per l’Assessorato regionale, però, «quanto preso atto con la delibera di Consiglio comunale n. 59 del 2011 non può costituire presupposto giuridicamente rilevante per potere assumere decisioni di sanabilità per le costruzioni abusive ricadenti all’interno delle lottizzazioni Quartana e Volpe». Inoltre, citando alcune normative l’Assessorato asserì che «non vi è spazio per alcuna valutazione da parte del Comune in ordine all’interesse pubblico alla rimozione dell’opera abusiva né per la conservazione dell’opera stessa, dietro pagamento di sanzione pecuniaria».

Da qui, dunque, la decisione di affidare all’avvocato Giovanni Lentini l’incarico di dare una interpretazione a tutti gli atti sul Prg. Sulla base, poi, del parere del legale saranno attivate eventuali, nuove azioni.

di Margherita Leggio
per La Sicilia