Alla luce di un bilancio assolutamente positivo rispetto alla mobilitazione portata avanti lo scorso ottobre contro la guerra e le esercitazioni militari nell’area di Birgi il Coordinamento provinciale trapanese contro la guerra e la Nato decide di costituirsi in Coordinamento provinciale trapanese in difesa del territorio, avvertendo la necessità di rendersi soggetto attivo ad ampio raggio rispetto alle criticità dell’area trapanese e ponendosi altresì in relazione con tutte le realtà di movimento agenti sul territorio siculo.

Un angolo di Sicilia, il nostro, che ha pagato e che continua a pagare scelte imposte dall’alto senza alcun rispetto per la popolazione e in cui si rispecchia in maniera palese un processo inarrestabile di devastazione ambientale, una speculazione militare ai massimi livelli , una cattiva gestione delle risorse pubbliche e dunque il nesso inscindibile che intercorre fra essi.

coordinamento trapanese

E le criticità del trapanese non sono altro che riflesso particolare della condizione generale in cui versa la Sicilia governata da una casta politica che porta avanti un modello di sviluppo che, basandosi sul ricatto del lavoro e del salario, ci nega la possibilità a una vita dignitosa e in salute nei luoghi in cui siamo nati obbligandoci sino alla migrazione.

Un modello di sviluppo che si pone in assoluta continuità con il modello portato avanti in tempi antecedenti dai Governi regionali Cuffaro e Lombardo e che riflette la politica dei governi nazionali Berlusconi- Monti- Renzi. Gli interessi che chi ci governa tutela sono infatti quelli imprenditoriali, dei grandi colossi economici(vedi Eni nel caso delle trivellazione nel canale di Sicilia), del Governo nazionale, delle super potenze mondiali.

Ci uniamo al dissenso che da più parti della Sicilia si esprime rispetto all’autoritarismo con cui questa governance ha affrontato questioni spinose e contraddizioni sociali e che si palesa con assoluta chiarezza nell’ultimo tentativo di fermare la proposta referendaria sul tema Trivellazioni – Sblocca Italia facendo votare la sua maggioranza contro tale proposta e provando a negare il diritto ad esprimersi per la popolazione siciliana.

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Nel nostro piccolo come coordinamento di realtà associazionistiche e singoli cittadini abbiamo avviato un ragionamento che ci sta portando oltre la specifica tematica per la quale ci siamo costituiti provando a attivare un processo di presa di coscienza generale rispetto alle criticità prima esposte poiché risulta quanto mai necessario che chi opera scelte sbagliate sulla nostra pelle trovi come risposta una forte e compatta base di dissenso. Attraverso il metodo dell’inchiesta, dell’informazione cittadina e i momenti di piazza sedimenteremo e daremo basi solide al forte sentimento di appartenenza e allo smisurato amore per questa isola per l’attivazione di un processo di costruzione di un reale modello di sviluppo virtuoso che non implichi la devastazione dei territori e la servitù di chi li abita.

Il coordinamento si pone, dunque, quale presidio permanente in difesa del territorio sempre pronto ad accogliere le istanze e il malessere dei cittadini per un miglioramento delle condizioni di vita e per il rispetto dei diritti fondamentali in nome del sacrosanto principio all’autodeterminazione. Alla luce di quanto espresso e degli obiettivi posti ieri il coordinamento era presente a Licata insieme a quel migliaio di Siciliani scesi in piazza contro le trivelle e per il diritto a vivere una vita dignitosa nei luoghi in cui si è nati.

Per info e contatti coordprovdifesaterritorio@gmail.com