Qui la questione non è di colpa, ma di responsabilità e verità. La chiusura dei sei varchi d’accesso all’ex aeroporto militare di Castelvetrano di oggi, ha acceso le luci su una questione che sino a ora era filata liscia senza intoppi ma che oggi salta fuori con le ire dei proprietari di case e villette, improvvisamente, rimasti senza più una via d’accesso alle loro case.

Da poche ore è calato il tramonto in questa giornata lunga e difficile. Da stamattina una ditta incaricata dall’Agenzia del Demanio di Palermo ha collocato, con camion, rimorchio e muletto, cento metri lineari di blocchi in cemento, in gergo barriere New Jersey in calcestruzzo. I sei varchi d’accesso sono stati inibiti e l’ex area militare è stata così isolata e non dovrebbe più tornare a diventare una discarica a cielo aperto. Almeno è questo l’obiettivo dell’Agenzia del Demanio che ha speso i soldi per una seconda volta in due anni per bonificare l’area ricolma dai rifiuti conferiti abusivamente dai cittadini.

Per una decina di residenti della zona è stata, però, una giornata difficile da dimenticare. Come per Maria Aguanno e la cugina Giovanna. Da un’ora all’altra hanno trovato sbarrato col cemento quelle che per anni sono state le vie d’accesso alle proprie abitazioni. Ma quella strada, effettivamente, avrebbero potuta percorrerla? No, senza una legittima concessione, perché quel tratto asfaltato faceva parte del vecchio aeroporto. Quindi il passaggio è stato per anni non autorizzato. Come dire, tutto è filato liscio. Sino a oggi, quando la questione è saltata fuori.

Da poco meno di 5 anni, l’ex aeroporto è passato in gestione all’Agenzia del Demanio guidata da Vittorio Vannini. L’Agenzia è dunque proprietaria e, legittimamente, può decidere di recintare o chiudere i varchi d’accesso. Negli anni mai nessun residente si è chiesto se fosse o meno necessario chiedere un’autorizzazione per attraversare il terreno di altri per raggiungere casa. Tutto è filato liscio. Sino a oggi.

Eppure qualcuno a Castelvetrano sapeva: il Comune. L’intervento di oggi non è stato un blitz. L’Agenzia si è interfacciata più volte in questi mesi con gli Uffici comunali. Ai residenti della zona però, nessuno, anche in via informale, ha fatto sapere in tempo che col cemento si sarebbero chiusi i varchi. Quelle vie di accesso “non autorizzate” che per anni hanno consentito bonariamente ai residenti di raggiungere le proprie abitazioni. Una situazione filata liscia sino a oggi, quando il problema è saltato fuori. E che ora dovrà pur risolversi.