E’ tornata nella chiesa di San Domenico a Castelvetrano un particolare della tela che raffigurava la Madonna del Rosario, che fu rubata nell’82. A consegnarlo sono stati i carabinieri del Nucleo Tutela Culturale di Palermo, il gruppo specializzato nel recupero di opere d’arte rubate. La cerimonia è avvenuta alla presenza di don Giuseppe Undari (parroco dell’Unità pastorale chiesa madre-San Giovanni Battista, alla quale San Domenico appartiene), del capitano dei carabinieri della Compagnia di Castelvetrano, Davide Colangeli e del tenente Antonino Maggio, presente lo storico Enzo Napoli.

Quello consegnato (la Visitazione a Santa Elisabetta) è uno dei 14 riquadri – raffiguranti i Misteri Gloriosi e Gaudiosi – che erano sistemati attorno alla tela, la più grande – tra quelle conosciute – eseguita da Orazio Ferraro nel 1602: era alta 3,80 metri e larga 2,75. Il furto, con molta probabilità, avvenne in due momenti distinti. I ladri si introdussero all’interno della chiesa (allora chiusa per restauro) da un cunicolo collegato con l’esterno e, dapprima hanno rubato alcuni dei riquadri e degli ovali e, in un secondo momento, la tela centrale.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo Tutela sono iniziate proprio da una vecchia foto in bianco e nero che raffigurava la tela. Secondo quanto hanno potuto ricostruire i militari, quel riquadro fu acquistato al Mercato delle pulci di Palermo da un collezionista. Poi finì in un centro dove stava per essere venduta all’asta. Grazie al raffronto con le foto in possesso dei carabinieri, è stato possibile così risalire alla provenienza dalla chiesa di San Domenico, dove era stata trafugata.

“L’apprezzamento va tutto ai carabinieri del Nucleo Tutela che restituiscono alla città di Castelvetrano questo frammento dell’opera del Ferraro – ha commentato don Giuseppe Undari – è un pezzo del patrimonio di noi tutti che torna nel suo luogo originale e del quale ne possiamo godere la bellezza”.
L’opera consegnata si aggiunge agli altri 4 riquadri che non furono rubati e che fanno parte ancora del patrimonio di San Domenico.