«Ha affibbiato a mio fratello attitudini ad anomalie procedurali che non gli erano proprie e ha condito il suo racconto con fatti del tutto inventati e ragionevolmente utilizzati solo per lanciare sibillini messaggi» dice Salvatore Borsellino nell’intervista, riferendosi a dichiarazioni rese alla stampa dall’ex sindaco.
«Secondo quanto sostiene Vaccarino, mio fratello – spiega Borsellino nell’intervista – anzichè muoversi secondo le prescrizioni del codice di rito, avrebbe informalmente e surrettiziamente fatto da consulente della difesa, peraltro di una persona che egli stesso si era adoperato a far arrestare (Vaccarino). Peggio ancora sarebbe, peraltro, se i consigli sotto banco alla difesa dell’indagato si riferissero a un procedimento del quale Paolo Borsellino non fosse stato titolare».
(ANSA)