Il sindaco Gianni Pompeo, ha voluto incontrare tutti i dipendenti comunali per porgere loro i più sentiti auguri per le imminenti festività.

E così radunati tutti nell’aula consiliare, alla presenza anche dei consiglieri comunali e degli assessori, hanno portato il loro saluto Francesco Lombardo, presidente del consiglio comunale, il dr. Livio Elia Maggio, segretario comunale, ed il primo cittadino, che ha parlato dei buoni risultati conseguiti dal comune nell’ultimo anno e delle rosee prospettive per il futuro.

Dopo il tradizionale scambio di auguri è stata anche diramata una toccante lettera che il sindaco ha scritto, e che ha voluto indirizzare a tutti i cittadini di Castelvetrano.

Qui di seguito il testo integrale:
Il Santo Natale non solo è la più bella e tradizionale festa religiosa, che ogni anno si ripete con intensità e partecipazione, ma è anche la più sentita celebrazione della Famiglia, un valore intramontabile su cui si fonda la società. Lo spirito del natale, in questo periodo, attraversa come non mai gli uomini e li fa sentire più importanti. Tutti noi aspettiamo questo straordinario spirito del Natale, tutti noi lo invochiamo e ci prepariamo ad accoglierlo nelle nostre famiglie. Il mio pensiero va a tutti i castelvetranesi: a quelli che hanno avuto la fortuna di restare nella loro terra, ed ai tanti che, sparsi per il mondo, hanno con il loro impegno ed il loro lavoro, reso onore a se e alla città che li ha visti nascere. A tutti il mio augurio più sincero di serenità e di pace. E tuttavia, mentre si parla di gioia e di festa, come tacere di fronte al dramma persistente della fame e della povertà, in un epoca in cui l’umanità dispone come non mai di strumenti atti a promuovere sviluppo e progresso? Per questo non appare stravagante chiedersi con insistenza, in occasione del Santo Natale: in questo turbine della nostra storia, ha ancora senso parlare di pace? Ed in che modo ed a quale prezzo? Gli interrogativi, inquietanti, sui fatti della storia e soprattutto sui drammatici eventi dei nostri giorni sono innumerevoli e comprensibilmente carichi di sofferte emozioni, di dolorose preoccupazioni. Dobbiamo riflettere sul fatto che la nascita di Cristo rimanda alla radice profonda del male, cioè alla connivenza di ciascuno con la violenza e l’ingiustizia. La nascita di Gesù invita cioè a cercare nell’animo i segni della nostra complicità, ci ammonisce a non limitarci a sradicare sentimenti di rivalsa e vendetta, ma a mutare radicalmente scala di valori, a cambiare vita. Il Natale reclama, dunque, un rinnovato impegno a ripensare ed a praticare quotidianamente le virtù civili della tolleranza, del dialogo, dello spegnimento dei conflitti, una pratica che si alimenta pure di un’idea di città libera e conviviale capace, in primo luogo, di ascolto dei più bisognosi e deboli, di coloro di cui non sono pienamente riconosciuti i diritti al lavoro, alla casa, alla salute, una città vicina alla famiglia ed in particolare all’infanzia, amica dei suoi vecchi e dei suoi giovani. Ciò che auspichiamo per il 2008, dopo il mistero del Santo Natale, è dunque la conversione delle nostre coscienze, la capacità di affermare che solamente con la ricerca della pace, la pratica della solidarietà, la mutua convivenza, l’accoglienza reciproca, l’ascolto e la stima dell’altro, l’accettazione, la riconciliazione, il perdono, potremo mettere al bando le ingiustizie ed aiutarci a rifuggire dalla pratica dell’offesa. Questa è l’autentica, sempre attuale, dimensione che vogliamo attribuire al Natale, al mistero cristiano dell’incarnazione, all’impegno per un nuovo anno che auspichiamo per i nostri concittadini prospero e gioioso, nel sentimento dell’umana fratellanza, di una vita pacifica e solidale.