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La scure pronta ad abbattersi potrebbe far saltare tutti gli interventi programmati per i prossimi mesi. All’orizzonte si profila una vera e propria catastrofe economica a fronte di quel provvedimento, il superbonus, che ha ridato vitalità all’edilizia e, a cascata, anche alle varie filiere che coinvolgono le imprese del settore dei servizi”. E’ l’allarme lanciato da Confcommercio Sicilia a proposito della stretta antifrodi contenuta nel decreto sostegni ter che introduce forti limitazioni alla cessione del credito. “Numerose aziende, non potendo cedere il credito alle imprese, non potranno pagare i fornitori – avverte il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti – e questa anomalia avrà ricadute pesantissime su tutti i settori produttivi, compresi quelli del commercio. La ripartenza economica, storicamente, ha sempre poggiato le fondamenta sull’edilizia. E se la blocchiamo, sarà un disastro.
Comprendiamo la ratio dell’intervento che si vorrebbe attuare, finalizzato a bloccare il meccanismo attraverso cui le mafie sfruttano i bonus varati dal Governo allo scopo di riciclare i proventi miliardari illeciti. Ma, allo stesso tempo, sosteniamo che non si può paralizzare un’intera economia. Così si va a creare un impatto negativo enorme sulla parte sana delle imprese che stavano cercando di recuperare terreno dopo anni e anni di magra”. “E si annullano in parte anche i benefici postcovid. – osserva – Non si possono cambiare, tra l’altro, le regole del gioco in corso, visto che la misura è retroattiva. Siamo dinanzi al verificarsi di difficoltà enormi. Imprese e committenti vedrebbero la rescissione dei contratti con effetti devastanti per tutti. Affianchiamo il Governo nazionale nella lotta contro le frodi. Ma occorrono modalità differenti. Questa è una misura da rivedere”. (ANSA).

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