Un giovanissimo studente del Liceo Scientifico “Cipolla” di Castelvetrano è stato selezionato assieme ad altri 150 ragazzi, per frequentare un esclusivo corso di vela presso la Accademia Navale Marina Militare a Livorno. Solamente 14 ragazzi sono stati selezionati in Sicilia e tra questi c’era anche Umberto Vaiana che è riuscito a superare le selezioni grazie alle ottime votazioni conseguite durante l’anno scolastico 2017/2018.

Un’ambizione che Umberto maturava da tempo, un sogno realizzatosi che gli ha permesso di conoscere di persona e con un’esperienza diretta, un mondo che gli ha imposto le rigide regole  della vita militare. Un percorso iniziato con una fase preselettiva terminata positivamnete e che lo ha indirizzato ad un primo corso di 10 giorni, un corso velico con 20 ore di teoria e 26 di pratica.

 

Tutto non nasce per una ragione forse per predisposizione, e quello che inizialmente era un momento di sfida, per Umberto è diventato un percorso iniziale che lo sta conducendo alla vita per cui forse e’ già predestinato.

Non sono mancati tanti sacrifici per un ragazzo di 16 anni che appena giunto in accademia ha dovuto resettare le proprie abitudini dettate forse dal troppo scontato consumismo. Una cultura militare, una manciata di minuti per lavarsi e rifare il letto, appena un’ora al giorno per utilizzare il cellulare, non avere la possibilità di cambiare divisa e soprattutto ordine e rigore.

La tromba alle 6:30 del mattino metteva inizio alle giornate di Umberto che fino ad allora non aveva mai fatto vela, ma dentro di lui iniziava a muoversi l’idea che forse quella era la vita che prima o poi lo avrebbe indirizzato a ciò che voleva fare da grande.

I corsi di vela si svolgevano sia il mattino che il pomeriggio e mentre il primo giorno a far spazio, era stato lo sconforto di non farcela, più passavano le giornate più l’avventura per Umberto diventava importantissima a differenza di qualche compagno che invece, ci racconta, ha abbandonato da subito. Le giornate scorrevano veloci e pieni di impegni e pochi erano i momenti di svago e nonostante tutto anche quelli supervisionati.

Ad Umberto brillano gli occhi  raccontandoci le sue giornate, le sue esperienze ma soprattutto la forza e la volontà di proseguire un percorso, consapevole delle difficoltà che comporta, ma con la grinta che solo un sedicenne con le idee chiare sul suo futuro, può affrontare. Ha conosciuto molti amici, ha dovuto sottostare a regole precise, ha messo da parte la sua giovane età e per dieci giorni, ha vissuto una vita che è molto diversa da ogni giovane della sua età.

Adesso lo sa, cosa significa seguire un percorso militare, sa che non sarà facile, sa che dovrà rinunciare a tanto, ma noi sappiamo che nei suoi occhi c’era passione e non paura.