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In Sicilia, così come in molte altre regioni d’Italia, è lunga la lista di giochi dalla storia secolare, tramandati di generazione in generazione e tuttora guardati con curiosità anche da chi è nato e cresciuto in un’epoca altamente tecnologica come la nostra. Dalla strummula alla lippa, ecco alcuni dei passatempi più amati dai nostri avi e non solo.

‘A strummula, sfide a colpi di trottola

Quella che in Sicilia viene chiamata A’ Strummula è una sorta di trottola in legno costruita artigianalmente, con la punta metallica e scanalature sui fianchi, all’interno delle quali bisognava far scorrere una cordicella per permetterne il movimento di rotazione. Si tratta senza dubbio di uno dei giochi più amati in assoluto dai ragazzi di qualche tempo fa, che si riunivano in strada per sfidarsi proprio a colpi di strummula. Le regole erano poche e semplici: si disegnava a terra il campo di gioco e su quest’ultimo ciascuno dei presenti faceva girare la propria strummula, cercando di creare le evoluzioni migliori e di farle durare il più a lungo possibile.

In genere, per rendere il gioco più avvincente, prima del lancio veniva definito un numero di “pizziate”, ossia i colpi che la strummula del perdente doveva subire in segno di penitenza e che, talvolta, potevano addirittura rompere la stessa trottola.

‘A mazza e ‘A lippa, quando due bastoni di legno diventano divertimento

Tra i giochi tradizionali siciliani più amati e praticati in strada vi è ‘A mazza, anche detto ‘A lippa a seconda delle diverse aree regionali, un passatempo basato sull’utilizzo di due pezzi di legno, uno più grande e uno più piccolo con due punte. Lo scopo era quello di colpire con il bastone più lungo una delle due punte dell’altro bastone, cercando di farlo alzare da terra e di colpirlo con la mazza per lanciarlo più lontano possibile.

In alcuni casi, oltre al primo lancio il gioco continuava con il tentativo di ribattere il pezzo di legno indietro per farlo tornare il più possibile vicino all’avversario, così da capovolgere il risultato.

 

Biribisso, l’antenato della roulette

Presente in diverse aree d’Italia, dalla Toscana alle regioni del sud, il biribisso è un altro dei giochi della tradizione italica, una sorta di tombola ante litteram che secondo alcuni studiosi può essere considerato come il precursore della moderna roulette.

Il funzionamento è infatti molto simile, con i giocatori chiamati a puntare sull’estrazione di uno o più numeri nella speranza di portare a casa il premio stabilito: se nei secoli passati, però, il biribisso rappresentava un momento di aggregazione popolare, con la roulette il gioco ha assunto un carattere più ricercato, trovando spazio principalmente nei lussuosi casinò e, in tempi recenti, nel mondo virtuale, con la diffusione di applicazioni specifiche per partecipare tramite pc, smartphone o Tablet.

Il cavallino, o meglio Acchiana u’patri cu tutti i so’ figghi

Anch’esso diffusissimo in Sicilia così come in altre zone d’Italia, il gioco detto Scarica canali o, nel gergo regionale, Acchiana u’ patri cu tutti i so’ figghi, è semplicissimo e rappresenta in pieno tutta la fantasia e la capacità di divertirsi con poco dei nostri genitori e nonni. Bastava infatti raggrupparsi in strada con gli amici e lo svago era a portata di mano: nel caso specifico dello Scarica canali, la sfida coinvolgeva due squadre, che si contendevano il titolo di “schiene più forti”.

Il gioco funzionava pressappoco così: il primo giocatore si appoggiava a un muro con le braccia e dietro di lui tutti gli altri iniziavano ad accodarsi per formare una sorta di “groppa” di cavallo. Gli altri giocatori, prendendo la rincorsa e recitando delle precise filastrocche, a questo punto saltavano in groppa al cavallo cercando di non cadere, via via uno dopo l’altro fino a creare un gruppo sempre più ampio e pesante, che i ragazzi di sotto dovevano cercare di sopportare il più possibile per poter vincere e invertire così i ruoli.

Quelli citati non sono che esempi di passatempi appartenenti a un’epoca che sembra ormai davvero lontana, ma che non va assolutamente dimenticata: nonostante le poche cose a disposizione, infatti, il divertimento era davvero genuino e a portata di tutti, simbolo di un’epoca che sapeva dare valore alle cose davvero importanti come l’amicizia, la socializzazione e il piacere di stare insieme all’aria aperta.

 

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