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A 42 anni di distanza dalla strage di Ustica i parenti delle vittime chiedono, a gran voce, la verità. Nel giorno dell’anniversario in cui morirono 81 vittime – e tra queste 5 castelvetranesi, Francesca Lupo, Giovanna Lupo e 3 bambini, figli di quest’ultima – la voce dei parenti si fa più forte. Cosa successe quella notte sul cielo del mar Tirreno mentre il Dc9 Itavia stava per raggiungere Palermo, è ancora pieno di ombre. «Nel 2008 il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha indicato i francesi come responsabili dell’abbattimento dell’aereo civile, e la Procura di Roma ha riaperto le indagini sulla tragedia. Ma sono passati 14 anni e allora alla Procura chiediamo la verità sugli autori materiali che oggi deve finalmente essere completata», ha detto la presidente dell’Associazione parenti delle vittime, Daria Bonfietti. La Bonfietti ha chiesto un impegno chiaro e forte al Governo, «e alla diplomazia affinché forniscano agli inquirenti ogni tipo di informazione da Stati amici ed alleati che avevano aerei in volo attorno al Dc9 quella sera».

Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato le vittime della strage: «Quella sera è stata impressa una ferita profonda nella coscienza del Paese. Esprimo vicinanza e solidarietà a chi ha perso i propri cari; nella storia del Paese la memoria delle sofferenze è stata tenuta viva anche grazie all’impegno civile dei familiari. La loro sofferenza è divenuta patrimonio comune mentre è responsabilità della Repubblica custodire la memoria delle tragedie che hanno caratterizzato il percorso della storia italiana per scongiurare che possano ripetersi. La solidarietà della comunità politica del Paese si raccoglie oggi intorno alle vittime e ai loro familiari, per l’affermazione di quella unità di popolo che l’Italia sa esprimere nei momenti più drammatici, a difesa dei valori che ispirano la nostra collettività».

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