La scorsa notte, a Firente, Un corteo da Palazzo Vecchio ha raggiunto Via dei Georgofili. Esattamente all’una e zeroquattro il suono della campana ha ricordato quella terribile notte, tra il 26 e il 27 maggio 1993, in cui una bomba esplose ed uccise Angela Fiume, Fabrizio Nencioni, e le loro bambine, Nadia 9 anni e Caterina neonata. Morì anche lo studente di architettura Dario Capolicchio, rimasero ferite 41 persone. Danneggati gli Uffizi, Palazzo Vecchio, la Chiesa di Santo Stefano al Ponte e gli edifici intorno al luogo dove esplose l’ordigno.
Fu una strage mafiosa che aveva l’obiettivo di condizionare la vita politica. In una cerimonia a Piazza Signoria Pietro Grasso, già presidente del Senato ed ex procuratore nazionale antimafia, ha ricordato Gabriele Chelazzi, il pubblico ministero che coordinò le indagini sulle autobombe.
Un tributo alla piccola vittima della strage, Nadia Nencioni, è stato fatto anche in occasione della cattura di Matteo Messina Denaro (condannato per le stragi del 92-93, insieme a Toto’ Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano). I carabinieri del Ror infatti, hanno chiamato l’operazione “Tramonto” come una poesia della piccola Nadia.
L’attività dell’associazione dei familiari delle vittime della Strage di Via dei Georgofili continua senza sosta la propria missione alla ricerca della verità, le attività si trovano sul sito web www.strageviadeigeorgofili.it