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Andrà in scena stasera alle 21 al Parco archeologico di Selinunte “Fedra”, la tragedia dove convivono amore, passione, rabbia, impeto e dubbio di colpevolezza. A portarla in scena la compagnia guidata da Patrick Rossi Gastaldi che ha curato regia e adattamento del testo. In scena, una Fedra cristiana del XVIII secolo e dei giorni nostri, interpretata con forza da Marianella Bargilli, è la figlia di Minosse e Pasifae e nipote del Sole. Poi c’è Aricia, vivace, seducente, che acconsente alla fuga con Ippolito solo “con l’anello al dito”, ed è pronipote della Terra. Teseo, marito di Fedra, sceso nel Tartaro per “disonorare il letto” di Plutone.

«Questo straziante dramma, che potrebbe ben svolgersi ai nostri giorni, porta con sé brandelli di leggende vecchie di tre o quattro millenni – spiega Patrick Rossi Gastaldi – Racine è immerso nel mondo antico, anzi mitico: le persone discendono dagli dei la terra e il cielo sono congiunti. Il mito, si può forse dire, è realtà ardente. In quest’opera l’autore elimina il tempo. La passione di Fedra non si sviluppa: esplode». Al fianco della Bargilli, in scena Fabio Sartor, Matteo Cremon, Paila Pavese, Silvia Siravo e Leonardo Sbragia. Biglietto 10 euro (comprensivo di ingresso al Parco).

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