Il gran giorno è arrivato, lo spettacolo di punta della stagione Disiu di Cultura “Siciliano per caso?” con il grande GIANFRANCO JANNUZZO andrà in scena domani, martedì 18 agosto alle ore 21.30 al teatro Franco Franchi-Ciccio Ingrassia di Triscina di Selinunte. Sarà una serata speciale grazie al talento ed alla straordinaria verve dell’attore siciliano che porterà in prima assoluta per la Sicilia il suo nuovo spettacolo.

La serata si aprirà con la consegna a Don Gioacchino Arena del quadro che la LD Communication ha commissionato all’artista castelvetranese Agostino Dimitri meglio noto come Mr.D per ricordare il sacerdote degli ultimi, Don Baldassare Meli , recentemente scomparso, che oltre a dedicarsi al quartiere Belvedere dalla sua parrocchia di Santa Lucia, essendo un prezioso punto di riferimento per i giovani e le famiglie, lo scorso anno inaugurò con la sua benedizione il nostro teatro.

Poi ci sarà lo spettacolo di Jannuzzo ed alla fine il sindaco della città di Castelvetrano, Enzo Alfano consegnerà un premio proprio all’attore siciliano che la LD Coomunication ha istituito e che consegnerà ogni anno all’artista che porta in giro la sicilianità nel mondo. Anche in questo caso si tratta di un prodotto artigianale, uno splendido piatto in ceramica dipinto dall’artista castelvetranese Bianca Infranca.

I biglietti sono ancora disponibili sia su Live Ticket che prenotando al numero 339.36.55904 o inviando una mail a : teatro.franchiingrassia@gmail.com
Posto unico 16 euro

Nota di regia
Per scrivere uno spettacolo per Gianfranco Jannuzzo, su di lui, benché già in passato avessimo già avuto modo di ammirarlo e applaudirlo nelle sue precedenti performance, c’è corso l’obbligo professionale e il piacere di approfondire la documentazione, quindi di andare a vedere tutto quello che di registrato esiste su Jannuzzo. Alla fine della visione di questo materiale, ci ha sbalordito oltre alla bravura, alla capacità di trascinare il pubblico in un divertimento sfrenato, la maestria nel riuscire a parlare alla perfezione tutti i dialetti d’Italia, tanto da notare che tutti si chiedevano se non fosse di volta in volta, Siciliano, Calabrese, Napoletano, Romano, Milanese, Veneziano o quant’altro. Questo quindi è stato il nostro punto di partenza, L’idea che la sua regionalità, cioè l’essere Siciliano è del tutto casuale, cioè che sia un Siciliano per caso, ma potrebbe essere di qualsiasi altra ragione. In realtà andando avanti nella scrittura, che vede nascere il nostro personaggio in un paesino della Sicilia, in una famiglia disadattata, povera fino all’inverosimile, composta da dodici figli, padre madre e annessi nonni, che lo vede poi partire per vicissitudini di natura amorosa, e che lo vede ancora peregrino per l’Italia, viaggiatore involontario, alle prese con realtà differenti dalla sua, c’è come una presa di coscienza che non poteva che nascere Siciliano. Lo spettacolo è dunque un viaggio in Italia di Giovannino Pattarizzuti, ragazzo siciliano costretto all’esilio, della sua capacità o incapacità oggi a rapportarsi con le altre realtà Italiane. Questo il pretesto, il contenitore che ci è servito in definitiva ad esaltare le capacità istrioniche di Gianfranco Jannuzzo, che forse più che in passato riesce a scatenare scoppi di ilarità provocati dalle sue esilaranti interpretazioni di decine di personaggi che si trovano in divertentissime situazioni comiche. Si ride, si ride, si ride. Vi pare poco?